Proteste
«Motrone, cantiere infinito»
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LAVORI. Sopra, il cantiere di Motrone Marchi accusa: 1.350 giorni di dubbi e interrogativi mai risolti
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PIETRASANTA. Ponte di Motrone: il cantiere infinito. Dopo oltre 1.350 giorni le opere devono infatti ancora essere completate, come da segnalazione del consigliere comunale Marco Marchi. «Nel 2007 - attacca Marchi - i lavori furono affidati alla ditta Millennium Costruzioni di Rapolla, in provincia di Potenza, che a sua volta li dette in subappalto alla ditta DP costruzioni di Chiaromonte, sempre in provincia di Potenza. Lavori che dovevano essere consegnati nel maggio del 2008. Bisogna poi considerare che il cantiere installato lungo l'asta del fiume Motrone è stato sottoposto a sequestro penale con una serie di prescrizioni che sinteticamente vietano di accedere a qualsiasi titolo e di modificare o distruggere lo stato dei luoghi. In realtà nello stessa area sottoposta a sequestro penale continuano da lungo tempo a transitare mezzi di cantiere, gli accessi al cantiere sono "spalancati," e sono presenti dei box nei quali vivono presumibilmente dipendenti della stessa ditta». «Sempre sull'area di cantiere, in uso alla DP costruzioni di Chiaromonte - prosegue Marchi - che è prossima al ponte di Motrone, in margine al viale a mare lato monti, nonostante la sospensione estiva dei lavori per completare l'opera, continuano ad essere presenti operai che realizzano, ormai da anni, dei manufatti in cemento armato che niente hanno a che fare con lo costruzione del ponte o delle opere collaterali al medesimo. Attività che, tra l'altro, crea notevole disagio agli stabilimenti balneari frontisti vista la continua emissioni di polveri e rumori» spiega Marchi che poi lancia alcune missive alla maggioranza cittadina». «È stata effettuata da parte dell'amministrazione comunale ogni verifica per garantire il rispetto della legge (ordinanza di sequestro) ed assunti, nel caso, i necessari provvedimenti? Oltre all'area sono stati posto sotto sequestro anche beni mobili? Mi chiedo, poi, se sia lecito che in una area di cantiere sottoposta a sequestro, transitino mezzi d'opera quali camion, pala meccanica, betoniera, ed altri mezzi; oltre ad esservi installati dei box ad uso abitativo. Così come mi domando se sia sempre lecito, in uno spazio occupato provvisoriamente al solo fine di realizzare un opera comunale, (mi riferisco all'area lato monte del Viale a Mare) aver installato un vero e proprio cantiere dotato di macchinari e strumenti atti a fabbricare delle travi in cemento armato ed altri manufatti estranei al completamento dell'opera oggetto dell'appalto. Chi, eventualmente, ha autorizzato la ditta ad esercitare un attività diversa da quella oggetto del contratto?». «E ancora - prosegue Marchi - il progettista e il responsabile della sicurezza hanno mai notificato all'amministrazione lo stato dei fatti assumendo i provvedimenti del caso? In caso negativo, chiedo di sapere se in tale comportamento non si ravvisino eventuali ipotesi di reato omissivo». Domande, quelle di Marchi, destinate a fare discutere.
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