Ma ai carristi non piacciono le sponsorizzazioni sulle gonelle dei carri
Tanta gente in piazza Mazzini Il corso estivo supera l'esame
Simone Pierotti
4 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. Un bagno di folla, in un afosissimo sabato sera d'inizio luglio, come cornice dell'inedita sfilata di cinque carri di cartapesta: la prima delle due serate del Carnevale estivo - la seconda è in programma il 14 agosto - sembra aver colto nel segno. Tantissimi i viareggini, ma anche i turisti, scesi in strada o affacciati dai balconi di palazzi ed alberghi. Il baccanale fuori stagione è piaciuto, forse necessita ancora di qualche (piccolo) correttivo. Buona l'idea. Quello che, a prima vista, pareva un azzardo - il Carnevale estivo -, si è invece rivelato una gradita sorpresa. Tanti viareggini amano la festa, indubbiamente. Ma riuscire a contagiare il popolo di Burlamacco anche quando gli ombrelloni da spiaggia prendono il posto degli ombrelli per ripararsi dalle intemperie era un'altra cosa. O, almeno, così sembrava. I carri - nell'ordine: «Il mangiatore di mondi» di Luca Bertozzi, «I viaggiatori dello spazio» dei fratelli Bonetti, «La bestia» dei fratelli Cinquini, «Embrioni chimera» di Fabrizio Galli e «Barack-adabra» di Massimo Breschi - hanno ospitato numerosi carnevalari che, in barba all'afa di ieri sera, hanno indossato lo stesso costume di pochi mesi fa. E anche a terra qualcuno ha osato mascherarsi, anche con una semplice collana di fiori. Ai lati dei carri, da viale Einaudi fino all'ingresso sulla Passeggiata, tante famiglie, con i bambini che guardavano stupiti i giganti di cartapesta. E, dai terrazzi di Città Giardino, viareggini e bagnanti salutano il corteo che passa proprio sotto casa. L'ok dei carristi. A volte viene loro rimproverato di di non fare «squadra». L'idea del Carnevale estivo, invece, li mette tutti d'accordo.. «Innanzitutto è un bel regalo per chi, come i figuranti del mio carro, farebbe festa ogni giorno dell'anno - afferma Massimo Breschi - e poi può essere davvero una bella pubblicità per il Carnevale». Quindici anni fa, tra gli attori della tragicomica traversata dal Marco Polo alla Darsena, c'era il carro di Fabrizio Galli: «Allora si tentò di fare qualcosa di più ambizioso e complicato - dice il costruttore - questa volta è stata proposta una sorta di corso invernale. Con la differenza, ad esempio, che i carri si muovono anche lungo la Fossa dell'Abate. Una bella idea, che promuove la manifestazione anche agli occhi chi, d'inverno, non viene ai corsi mascherati». Parole positive anche da parte di Stefano Cinquini («Sono contentissimo, possiamo fare davvero un'ottima pubblicità») e Luigi Bonetti («Mi auguro che di anno in anno si possa migliorare, portando sempre più carri sui viali a mare»). Da rivedere. Partita in lieve ritardo rispetto all'orario previsto - 21.40 anziché alle 21.30 - dal piazzale della Cittadella, la carovana delle cinque costruzioni ha percorso il viale Einaudi: alle 22 il traffico sulla via Aurelia Nord è ripreso regolarmente. Come era stato preannunciato nei giorni scorsi da Renzo Pieraccini, vicepresidente del cdi della Fondazione Carnevale, i carri sono poi transitati di fronte alle abitazioni di Città Giardino a passo lento. Sia perché tutti potessero ammirare i giganti di cartapesta, sia perché - a detta delle forze dell'ordine - il pubblico presente per strada era superiore, in numero, a quello di un normale corso di Martedì Grasso. Risultato: il primo carro è arrivato in piazza Mazzini poco prima delle undici e mezzo, come era stato comunque originariamente previsto dalla Fondazione Carnevale. Il pubblico assiepato in quello che è l'epicentro dei corsi mascherati invernali ha rumoreggiato, perché comunque non c'era intrattenimento e i carri sono arrivati un po' troppo tardi. Ecco, forse è questo l'unico punto da rivedere. Anche se poi, una volta arrivati in piazza Mazzini, le lamentele hanno lasciato il campo a balli e canti. Gli sponsor. La Oro Più e la Ngm, con il loro contributo, hanno coperto i 20mila euro di spese per l'organizzazione della prima serata del Carnevale estivo. In cambio, ovviamente, ha ottenuto che venissero sistemati striscioni con il loro logo sui cinque carri protagonisti della sfilata. E, se i costruttori stessi sposano l'idea del Carnevale estivo, sulla pubblicità che sale a bordo delle loro opere si mostrano più perplessi. «Dev'essere una sorta di ultima spiaggia, qualcosa di cui proprio non se può fare a meno per ragioni economiche - dice Fabrizio Galli - e che andrà studiata nelle giuste forme, in modo che non siano troppo invasive». Sulla stessa linea Stefano Cinquini, che comunque non dice no a priori alla sponsorizzazione delle costruazione: «Ne discuteremo, visti comunque i tempi di magra».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
