Sicurezza
L'estate della satira parla in russo
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RISATE CIRILLICHE. Una delle vignette in mostra al Fortino Una grande mostra vent'anni dopo il primo "esperimento"
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FORTE. Forte dei Marmi celebra, a partire da oggi e fino al 2 ottobre prossimo, al Museo della Satira, il 2011 come Anno della Cultura e della Lingua russa in Italia e lo fa con un'inedita proposta: una mostra di disegni satirici - "Satira in Russia" - a cui sono stati chiamati a collaborare una ventina di veri talenti. Vasiliy Alexandrov, Victor Bogorad, Yurij Boxer, Sergej Elkin, Vladimir Ivanov, Ilya Katz, Dmitrij Kononov, Alexej Merinov, Vladimir Mochalov, Yurij Pogorelov, Andrej Popov, Alexander Sergeev, Victor Skrylev, Igor Smirnov, Vladimir Stepanov, Slava Syssoev, Sergej Tunin e Mikhail Zlatkovsky (quest'ultimo anche in veste di curatore della rassegna) hanno, infatti, preparato per l'occasione quasi trecento disegni che spaziano temporalmente dai primi anni Settanta ad oggi. «Una frequentazione, quella del nostro Museo con la satira russa - spiega il presidente del comitato organizzatore, Enrico Ceretti - che ha la sua data di inizio nell'estate del 1988. C'era il Muro di Berlino e sembrava solido e invalicabile; c'era l'Europa divisa in due blocchi e a Mosca c'era ancora l'Urss e si era in pieno regime sovietico. E non c'era fisicamente neanche il nostro Museo, giacché le mostre venivano proposte nella tensostruttura estiva della pinetina di via Matteotti. Quell'anno, realizzammo, proprio qui al Forte, una mostra di quattro disegnatori russi - Igor Smirnov, Oleg Tesler, Garif Basyrov e Mikhail Zlatkovskij - che non solo richiamò grande attenzione e curiosità per la sua eccezionalità, ma inaugurò un cammino, che si protrae tuttora, di ricerche e mostre e che da lì in poi ci consentirono di ospitare autori satirici di tutto il mondo, nel segno di una ricerca culturale su come era, allora come oggi, possibile (o impossibile), far satira nei vari Paesi. Un marker culturale di cui andiamo orgogliosi e che ci ha sempre distinto da iniziative simili. Quello del 1988 fu, dunque uno scambio di grande valore che oggi, a ventitré anni di distanza, - prosegue Ceretti - ci ha consentito di ripetere questa panoramica, che aldilà anche dei contenuti espressamente satirici che intende veicolare, rappresenta una testimonianza di una grande scuola, che nonostanti le innumerevoli difficoltà sociali e politiche in cui ha storicamente dovuto operare, si rivela sempre costantemente di grande valore iconografico e satirico». «E di sicuro - aggiunge il sindaco Buratti - i quattro amici disegnatori del 1988 non avrebbero immaginato, allora, che il paese toscano che li accoglieva, sarebbe poi diventato molti anni dopo, una località nota e preferita da tanti loro connazionali: in fondo, proprio a loro, va il merito di avere contribuito ad aprire le porte a questa durevole amicizia». L'inaugurazione è prevista questo pomeriggio, alle ore 19, al Fortino. A.P.
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