Il Tirreno

Versilia

Gran finale coi sindaci sul palco a intonare l'Inno di Mameli

Il sindaco Lombardi sul palco di Piazza Duomo a Pietrasanta insieme alla presentatrice della serata
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Il sindaco Lombardi sul palco di Piazza Duomo a Pietrasanta insieme alla presentatrice della serata

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 PIETRASANTA. E alla fine tutti in piedi per ascoltare e cantare l'Inno di Mameli, o fratelli d'Italia o il canto deli Italiani come è chiamato anche. Tutti a cantare, compresi 6 sindaci versiliesi su 7 (mancava solo il viareggino Lunardini, giusticato), i bambini del coro, i tenori e i soprani che si sono succeduti mercoledì sera sul palco per intonare L'Inno di Garibaldi, ma anche La leggenda del Piave.  La serata patriottica (di questo si trattava) voluta dalla Banca di credito cooperativo ha avuto un successone. Tantissima gente in platea, grande entusiasmo, voglia di esserci ed essere italiani.  Il sindaco Lombardi era visibilmente emozionato, tanto da sbagliare il nome del presidente Napolitano (Giuseppe, come Garibaldi e non Giorgio), ma con la sensibilità di ricordare il caporalmaggiore morto l'altro giorno in Afganistan.  Si è partiti un po' in ritardo, ma poi non si è finito di godere di una musica comunque popolare. Tanto patriottismo faceva bene, ma poteva essere temperato da un po' di sano pacifismo. Bastava inserire una canzone come Gorizia, sugli insensati massacri della Grande Guerra.  Il primo cittadino era felice anche per la presenza di ben due monsignori, l'arcivescovo di Pisa, Benotto, ma soprattutto il vescovo di Massa, il nostro Santucci. Ed ancora i prefetti di Lucca e di Spezia ed il sindaco di Sarzana Caleo.  Felice quindi Umberto Guidugli che della banca di Versilia, Lunigiana e Garfagnana è presidente.  Momento clou, alla fine del primo tempo, l'apparizione in piazza della fanfara dei bersaglieri in congedo di Montevarchi.  Sono entrati a passo di corsa e si sono esibiti nella loro celebre marcia. Qualche difficoltà, invece, per il trombettiere che per chiudere la prima parte della serata ha eseguito il Silenzio, con esiti incerti.  Un plauso particolare al soprano coreano che ha raccontato alla platea come ha voluto a tutti i costi diventare italiana, impiegando 11 anni per avere la cittadinanza. L'Italia è fatta anche di gente così. C.B.

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di Redazione web