Il dolore
Spadaccini: lo Stato ci renda velocemente lIva pagata in più
Pucciniano, lavoratori preoccupati per il 2012
Donatella Francesconi
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I lavoratori dellorchestra 2 MINUTI DI LETTURA
TORRE DEL LAGO. Il Festival Puccini, edizione 2001, si fa. Ma su quello del 2012 i lavoratori, e quelli dell'orchestra in particolare, hanno tanti dubbi. Che hanno snocciolato uno dietro l'altro nell'assemblea sindacale di ieri mattina. Dove è apparso chiaro un dato di fatto: l'orchestra che suonerà negli spettacoli che vanno ad iniziare non è quella, rodata, degli altri anni. Perché più di un orchestrale ha cercato altrove l'occasione per una stagione che garantisse un ingaggio pieno. «So che siete sottopagati», ha detto l'assessore alla cultura Ciro Costagliola, «e anche per questo come amministrazione comunale vi ringrazio». All'incontro con i lavoratori Costagliola, che è anche vice sindaco, si è presentato chiedendo «un incontro con tutti i deputati ed i senatori della Toscana». D'altra parte l'aveva detto chiaro e tondo il rieletto presidente della Provincia, Stefano Baccelli: il Festival liro lo si salvo solo cone un forte «gioco di squadra». Il presidente della Fondazione Festival pucciniano ha voluto essere, ancora una volta, ottimista: «Chi avrebbe pensato, solo due mesi fa, di andare in scena? Eppure siamo qui». L'attacco è tutto per il Governo: «Lo Stato non ci è amico - spiega Spadaccini - neppure nel restituirci il dovuto, quale è la restituzione dell'Iva pagata in più». Ma anche sul piano locale Spadaccini si toglie un sassolino dalla scarpa: «Una sola estate davanti e due Festival: quello della Cittadella e quello del Pucciniano. Ma il Polo teatrale non avrebbe dovuto essere quello di Torre del Lago?». Per non parlare della "new entry" Villa Borbone. Come sottolinea Andrea Palestini, consigliere comunale all'assemblea in rappresentanza della Provincia di cui presidente del consiglio. L'amarezza e la preoccupazione dei lavoratori, però, resta forte. Ed il direttore generale Moretti manda un messaggio a Roma: «Questo Governo è troppo distratto sui temi della cultura. Ed è una colpa grave».
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