Il Tirreno

Versilia

Un tuffo dalla Liguria a Livorno

Matteo Tuccini
<b>PROTESTA.</b> Balneari in piazza contro le aste delle spiagge
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PROTESTA. Balneari in piazza contro le aste delle spiagge

Protesta il 6 agosto per dire no alle aste delle spiagge

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 VIAREGGIO. Il maxituffo per protestare contro le aste delle spiagge ci sarà sabato 6 agosto. E potrebbe riguardare non solo la Versilia, ma chilometri di litorale dalla Liguria a Livorno.  Sono le ultime indiscrezioni sull'iniziativa contro la direttiva Bolkestein che punta a essere la più spettacolare dell'estate. «Un "abbraccio" in spiaggia tra balneari e clienti - spiega Emiliano Favilla del Comitato No alle aste - che si getteranno in acqua all'unisono». Una protesta utile soprattutto per non far mollare la presa mediatica su una questione sempre più ingarbugliata. E che al momento sembra prendere una brutta piega per i proprietari degli stabilimenti.  Circola, infatti, la voce che il ministro degli Affari regionali Raffaele Fitto avrebbe recuperato e riproposto alle Regioni la bozza di riforma che già mesi fa fu cestinata, dopo la rottura del tavolo di confronto tra Governo e sindacati. Questa bozza fu vista dai balneari come fumo negli occhi, perché - a loro dire - avrebbe dato il la alle aste delle concessioni demaniali nel 2016 tramite la cancellazione del rinnovo automatico delle concessioni, il cosiddetto 6+6. E dato che proprio questo punto, contenuto nella legge Comunitaria, è in discussione in questi giorni in Parlamento, molti imprenditori temono che il ministro colga la palla al balzo, riproponendolo come base per la legge quadro che dovrebbe disciplinare il settore. Non a caso il Comitato ha chiesto al governatore Enrico Rossi e all'assessore al turismo Cristina Scaletti un nuovo incontro per capire la linea di Firenze sulla questione. La Regione, infatti, continua a tenersi fuori da qualsiasi presa di posizione ufficiale, evidentemente perché teme di vedersi tirare la giacchetta. Si dà il caso, però, che proprio le Regioni si vedranno passare la maggior parte delle competenze sulle concessioni demaniali. E quindi la loro versione - finora mai data - è importante.  Ieri sull'argomento c'è stato anche un breve colloquio telefonico tra il sindaco Luca Lunardini e il ministro per le Infrastrutture Altero Matteoli. Nessuna novità particolare, una promessa di non mollare la presa da parte del Governo che lascia sempre perplessi i bagni. Il tempo per presentare all'Unione Europea una difesa d'ufficio degli stabilimenti non è molto (bisogna farlo entro dicembre) ma potrebbe bastare, dicono i titolari. Ammesso che ci sia la volontà politica di salvarli e difenderli come "specificità del turismo nazionale", così come ha fatto ad esempio la Germania per impedire l'applicazione della Bolkestein sui mercatini natalizi del Reno. E il punto centrale è proprio quello: trovare delle sponde tra chi decide. Per ora ci sono stati solo scogli.  

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di Redazione web