Finanza
Samuele morì dopo 5 ore
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VITA SPEZZATA. Una bella immagine di Samuele Tofanelli, il 21enne di Torre del Lago morto a Napoli L'autopsia sul 21enne deceduto in gita scolastica
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VIAREGGIO. Samuele Tofanelli non è morto subito dopo aver assunto il mix di eroina e cocaina: se ne è andato, infatti, circa cinque ore più tardi. E se ci fosse stato un intervento tempestivo, subito dopo la caduta in stato di incoscenza, avrebbe potuto salvarsi. Sono i punti cardine della perizia del medico legale e dal tossicologo che hanno svolto l'autopsia sul corpo del 21enne di Torre del Lago, morto a metà marzo in un hotel di Napoli (Il Magri's) dove si trovava in gita scolastica con l'istituto d'arte "Passaglia" di Lucca, dove Tofanelli frequentava il terzo anno del corso serale accademia. A dare l'allarme furono i compagni di stanza, Luca Bigongiari e Omar Livi. Ma per Samuele non ci fu niente da fare. Risultati che "danno fiato" alla versione della procura della Repubblica partenopea, che ha iscritto due persone nel registro degli indagati (uno è Bigongiari, l'altro nome è sconosciuto) per omissione di soccorso. Secondo l'accusa, infatti, quando Samuele cominciò a sentirsi male (poco dopo mezzanotte), i due suoi compagni di gita non chiamarono immediatamente il 118. Anzi, gli inquirenti ritengono che il ragazzo sia stato spostato addirittura di letto dopo essersi sentito male. Secondo la perizia disposta dalla Procura, inoltre, Samuele - se soccorso tempestivamente - poteva salvarsi. Anche perché c'è un punto importantissimo emerso dalle analisi tossicologiche: Samuele non era un tossicodipendente, aveva un fisico che non era stato scalfito da precedenti, regolari, assunzioni di stupefacenti. A questo punto l'inchiesta ha già preso due strade divise. Da una parte c'è la pista dell'omissione di soccorso. Dall'altra, l'indagine sul pusher che ha fornito lo stupefacente ai tre ragazzi: secondo le ricostruzioni, si tratta di un ragazzo che Bigongiari avrebbe conosciuto a Rimini e che avrebbe contattato in vista della gita a Napoli. Diverge, ovviamente, la ricostruzione dei compagni di stanza. Secondo i quali tutti e tre si sarebbero addormentati intorno alla mezzanotte. E solo quando, intorno alle 6, uno di loro si svegliò si resero conto che Samuele era immobile e non respirava. A quel punto venne immediatamente chiamata l'ambulanza, ma ormai per il giovane non c'era più niente da fare. La famiglia di Samuele, che risiedeva a Torre del Lago, ormai da mesi (tutelata dall'avvocato Emilio Soppelsa) sta seguendo l'evolversi dell'indagine. Cercando di dare un po' di giustizia a una giovane vita spezzata.
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