Sicurezza
Guerra dello spaghetto. Boom di trucchi per aggirare l’ordinanza
«Niente pubblicità ai menu» Ma i bagni ignorano il divieto
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BAGNI E RISTORANTI. Sopra, clienti a uno stabilimento A sinistra un menu sul mare2 MINUTI DI LETTURA
LIDO. Qualcuno, bisogna riconoscerlo, si è davvero ingegnato. All'esterno, lato passeggiata, ha posizionato solo un bel cartello bianco, con un punto interrogativo e la scritta: «Vedi dietro». E sul retro ha stampato l'intero menu del ristorante, dagli antipasti ai dolci. Altri, invece, neanche si nascondono e, in bella mostra, lasciano ancora le pubblicità dei loro ristorantini sul mare. È passato quasi un mese dall'ordinanza del sindaco per porre fine alla guerra dello spaghetto, quella che vedeva contrapposti ristoratori da un lato e balneari dall'altro. Ma la situazione non è cambiata poi di molto. Basta farsi un giro di cinque minuti in passeggiata per accorgersi che l'ordinanza del sindaco Giampaolo Bertola, per ora, è rimasta lettera morta. Di notte, dicono, è ancora peggio. Ma anche in pieno giorno nel giro di pochi minuti avvistiamo almeno 5-6 cartelli diversi, tutti che pubblicizzano il proprio ristorante sul mare. Eppure l'ordinanza del primo cittadino parlava chiaro: nessun cartellone visibile dalla passeggiata, e nessun pasto ai non clienti dello stabilimento. Ma non c'è niente da fare: chi ha qualche tavolo fronte mare non riesce proprio a fare a meno di farlo sapere alla potenziale clientela. E così qualcuno, col pennarello nero, ha aggiunto "ristorante" tra la lunga lista di servizi offerti e ben visibili all'ingresso di ogni bagno. Altri hanno cercato di nascondere il cartello il più possibile, indietreggiandolo all'interno dello stabilimento: ma è ancora perfettamente (e coscientemente) visibile da chi passeggia. Altri ancora hanno aguzzato l'ingegno e si sono inventati qualcosa che attira ancora più l'attenzione: un punto interrogativo sul fronte, la pubblicità di primi allo scoglio e zuppe di pesce sul retro. Eppure il sindaco aveva annunciato il pugno duro contro chi non si metteva in riga. La vicenda infatti riguarda quelle attività di somministrazione di cibi e bevande la cui licenza è strettamente legata a quella dello stabilimento. Si tratta sì di ristoranti, ma che dovrebbero, in teoria, offrire pranzi e cene solo agli avventori della spiaggia. I controlli dei primi giorni della polizia municipale fecero molto discutere, con gli agenti intenti a fotografare interni ed esterni dei locali. Poi non si è saputo più nulla. «I controlli non sono stati mai interrotti - dice il vicecomandante della stazione di Camaiore, Claudio Barsuglia - e l'ultimo è stato fatto domenica scorsa. Devo dire che le verifiche in questi ultimi tempi hanno dato sempre esito negativo: nel senso che non abbiamo trovato nessun cartello pubblicitario visibile dalla passeggiata». Le foto che abbiamo scattato ieri mattina però dimostrano che i cartelli, invece, ci sono eccome. Resta lo sconcerto tra i ristoratori, che hanno sempre mal digerito un'ordinanza a loro avviso difficilmente applicabile.
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