Il dolore
«Antonini lasci l'incarico di perito»
Strage, Ferrovie contestano l'attività del loro dipendente Diffidato dal proseguire nel lavoro gratuito a fianco delle vittime
2 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. «Questa società è costretta a diffidarla dal proseguire nell'incarico di consulente di parte...». La contestazione è quella che Ferrovie dello Stato ha inviato per lettera a Riccardo Antonini. Dipendente Fs in servizio a Viareggio, perito di parte nell'incidente probatorio relativo al disastro ferroviario del 29 giugno 2009, Antonini è l'anima dell'associazione "Assemblea 29 giugno", composta da ferrovieri e cittadini che fin da subito si sono schierati a fianco dei familiari delle vittime della strage di via Ponchielli e con tutti coloro che dal disastro sono stati colpiti. In occasione delle due date del 30 giugno e primo luglio a Lovere, nelle Officine Lucchini, Antonini si è scontrato con l'avvocato Armando D'Apote (difensore dell'amministratore delegato di Fs, Mauro Moretti) e con Giorgio Diana (perito di Moretti) sulla questione del "clima difficile" che gli stessi avrebbero riscontrato in città in occasione delle prove tecniche sulla cisterna. Datata prima luglio è arrivata la comunicazione per Riccardo Antonini, ammesso come perito in avvio di incidente probatorio senza contestazione alcuna da parte dei legali di Ferrovie. La motivazione è multipla: si citano «il conflitto di interessi» ed il mancato rispetto «del codice etico del Gruppo», nonché di un articolo del contratto di lavoro. La richiesta, invece, è una sola: «Cessare immediatamente e comunque non oltre cinque giorni dal ricevimento della presente dall'incarico stesso dandone riscontro scritto alla società...». Ad Antonini viene anche contestato di «aver indebitamente espresso alcune considerazioni, sostenendo la tesi, tutta ancora da accertare, di una presumibile responsabilità da parte di Ferrovie dello Stato nell'incidente in oggetto». Antonini non commenta, per il momento. Limitandosi a sottolineare: «È pensabile e presumibile che, a distanza di quattro mesi, il singor Moretti attraverso i suoi fiduciari, si sia reso conto che la presenza ed il "contributo" del sottoscritto alle udienze dell'incidente probatorio non fosse di suo gradimento?». A Ferrovie risponde, invece, Daniela Rombi presidente dell'associazione che riunisce i familiari delle vittime: «Siamo e saremo al fianco di Riccardo. Questo devono sapere le Ferrovie e Mauro Moretti». D.F.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google