Sicurezza
White: «Vendo l'azienda»
Roy Lepore
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Giorgio ed Anna White Il noto stilista accusa di ingratitudine la Fondazione
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VIAREGGIO. «Basta, vendo l'azienda. Per ingratitudine». L'annuncio choc Giorgio White, notissimo stilista e costumista teatrale e non (i costumi di Carnevale ad esempio), lo ha dato dal palco della manifestazione "Viareggio Welness", condotta da Loris Marchi, che ha animato piazza Mazzini per due giorni. In cartellone c'era anche la sfilata di un concorso di moda, che ha visto le ragazze partecipanti indossare abiti di Carnevale della nota sartoria viareggina. Abiti tra l'altro molto apprezzati. Ed ecco l'annuncio. «Vendo». «La causa - dice White, con trascorsi da attore,che ha deciso nel tempo di cambiare il suo vero nome di Penna in White, - è dovuta anche al modo in cui siamo stati trattati da parte della Fondazione Carnevale, dopo che nel corso di questi anni abbiamo messo a disposizione i nostri abiti. Alla fine poi non abbiamo riscontrato quella gratitudine che avremmo meritato, insieme a mia sorella Anna. Ieri ho compiuto 80 anni, pochi di meno li ha Anna, ma avevamo sempre l'energia e la voglia di andare avanti. Ed invece abbiamo deciso di vendere, a malincuore». Anna che nel corso di questa lunga attività che da quarant'anni li ha visti stringere collaborazioni con teatri lirici, festival pucciniano, Carnevale, pellicole cinematografiche, trasmissioni televisive, sempre con l'utilizzo di magnifiche stoffe che hanno permesso di realizzare abiti sempre di gran classe, conferma che da Viareggio si sarebbero aspettati un riconoscimento del loro lavoro. «Ed invece nonostante alcune promesse anche dal sindaco stesso - dice Anna White - fino ad oggi non si è mosso nulla. Solo il vice sindaco, Ciro Costagliola ci ha mostrato interesse, e così abbiamo deciso di vendere i nostri 700 abiti valutati sui 350mila euro. Nel corso della nostra attività ne abbiamo realizzati circa mille e cinquecento. C'è una azienda di Torino interessata, vedremo cosa accadrà». Giorgio ed Anna, che hanno ricevuto recentemente, dal Rotary Club, il Premio dell'Artigianato, avrebbero avuto il desiderio di mettere a disposizione del Carnevale questo loro patrimonio, magari in un Museo alla Cittadella ed aprire una scuola per giovani sarti. «Restano solo dei sogni - dicono - però potremmo realizzare questo nostro desiderio, magari a Lucca, una città che ha dimostrato in più di una occasione di saper cogliere al volo certe opportunità.Alcuni degli abiti più belli mi verrebbe il desiderio di cederli al carnevale di Cento - insiste White - dopo il trattamento che ho ricevuto dalla Fondazione Carnevale. Siamo amareggiati, perchè i nostri abiti li abbiamo messi a disposizione di personaggi importanti del mondo dello spettacolo, per i viareggini, ed in particolar modo per il Carnevale, ma evidentemente la parola gratitudine per alcune persone in questa città è sconosciuta. Ecco perchè abbiamo deciso di cessare, pur con tanto dispiacere, la nostra attività».
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