Il Tirreno

Versilia

Un divertente manifesto contro le malelingue

Come ironia e intelligenza battono la bieca maldicenza

Luca Basile

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Al passaparola, pruriginoso e voyeuristico, rispondono con l'arma inespugnabile dell'ironia. E così l'episodio boccaccesco di paese che vede nell'immaginario collettivo alcuni fra i più noti protagonisti della vita cittadina, tutti rigorosamente di sesso maschile, 'vittime' di un gioco erotico a tinte cruenti, sfiorisce dietro la risposta, per immagini, data proprio da parte di coloro additati come "primi attori" della performance sessuale.  I fatti, sono più o meno noti a tutti in terra di Pietrasanta: sei uomini, chi titolare di un ristorante, chi di negozi, chi di un bar, chi d tutti con vista sul centro storico, si riuniscono una sera in una casa per dare il via ad una maratona "omosex" che, alla fine dei giochi, richiede addirittura l'intervento del 118.  Il resto della storia ve lo lasciamo immaginare. Fin qui la leggenda metropolitana che in tanti spacciano per vera ma che vera ovviamente non è. Ma che si sparge a macchia d'olio, torna raccontata a chi l'ha raccontata e così prende forza, vigore. Un uragano di menzogna. Vicenda che, ben presto, viene raccontata anche ai diretti interessati che anziché offendersi e minacciare rivalse e querele contro ignoti, spiazzano tutti con un gesto di autoironia che da sempre fa rima con intelligenza. In sostanza, grazie ad un fotomontaggio, realizzano un poster, raffigurante un trenino a 5 vagoni, dove ben in evidenza c'è il volto, sorridente, degli stessi protagonisti intenti a salutare.  «Visto che contro le bassezze e le menzogne volgari ed insinuanti di certe persone, non puoi fare niente, abbiamo pensato, il sottoscritto e gli altri tirati in ballo, di riderci su - spiega Michele Bartoli del Bar Pietrasantese - mettendoci, non in senso metaforico, proprio la nostra faccia. Poster esposti davanti alle nostre attività che di certo hanno disorientato coloro che ci volevano vedere e in difficoltà. La verità è che sempre i nostri poster hanno fatto centro, la gente ne parla, sorride e alla fine cataloga come sciocchezze infime certe storielle».  Con le parole sussurrate, che, alla fine, evaporano inermi sotto la calura estiva.  

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