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Ruderi e erba alta: parco fantasma
Marco Pomella
Rc chiede un concorso di idee per l'area Benelli-Bussoladomani
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LIDO. Lo chiama «il parco che non c'è». Jan Vecoli, capogruppo di Rc, punta il dito sullo spazio pubblico della Peschiera e dell'ex Bussoladomani, l'area verde dietro l'Esselunga, abbandonata a sé. Con edifici storici, che cascano a pezzi e accampamenti improvvisati. «La vergogna del parco che non c'è è la più evidente dimostrazione dell'immobilismo, che sta caratterizzando l'azione di governo della giunta Bertola - scrive Vecoli - L'acquisizione di quell'area era stata un fiore all'occhiello della giunta Ceragioli. Era stata denominata "parco centrale della Versilia", unico parco del comprensorio, che va dal mare alla via Aurelia, in un contesto di pregio assoluto. Quando fu chiusa la trattativa con Esselunga vennero acquisiti al patrimonio comunale quei 300 mila metri quadri di parco e, successivamente, vennero acquisite anche le costruzioni di pregio architettonico che svettano all'interno, come la villa Benelli e tutti i suoi annessi». Da allora, però, non è stato più fatto nulla. «Fare una passeggiata in quel parco oggi - dice Jan Vecoli - dà una sensazione di profondo abbandono e di completo disinteresse alla cosa pubblica. Gli edifici, di valore storico ed economico elevatissimo, sono ormai abbandonati a sé stessi, i tetti sono crollati, i muri completamente divorati dalle piante. Anche il parco è totalmente in balìa delle erbacce e della sporcizia. La zona dove sorgeva Bussoladomani ha l'aria di una steppa, dove qualcuno ha anche deciso di campeggiare abusivamente, dove si trovano rifiuti abbandonati qua e là». Alle critiche, però, Rifondazione aggiunge una proposta. «L'idea di Bertola era di privatizzare l'area con lo strumento contestato del project financing. La proposta fu fermata dalla magistratura, in quanto collegata con le indagini relative al project di pontile, piazze e parcheggi. Sarebbe opportuno che la comunità si sforzasse per mantenere il patrimonio pubblico. Non credo che la realizzazione del parco debba avvenire in maniera immediata. Si può procedere per gradi, ma si deve programmare l'intervento. Innanzitutto, si dovrebbe lanciare in tutte le facoltà di architettura d'Italia una gara di idee; chi vince progetta l'opera. Una volta fatta la progettazione, si passerebbe alla realizzazione del parco, che dovrebbe essere nelle parti vicino al mare, con caratteristiche tradizionali (alberi ad alto fusto, panchine, giochi per bambini) e nelle parti più interne potrebbe prevedere la realizzazione di una parte di impianti sportivi all'aperto polivalenti e una zona adibita a spettacoli. La villa e gli annessi dovrebbero essere destinati ad ambiente per mostre ed attività culturali. I lavori dovrebbero autofinanziarsi in parte, ed in parte la comunità dovrebbe accendere un mutuo e iniziare le procedure per realizzare un azionariato popolare». Per la gestione Rc non ha dubbi; mai in mano ai privati, semmai alla fondazione città di Camaiore, al 100% pubblica. «Questo permetterebbe di restituire alla comunità un bene che le è proprio, valorizzandolo, facendolo diventare un polo di attrazione unico, polifunzionale, fruibile ed aperto. Sarà un obiettivo strategico della prossima amministrazione».
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