Proteste
Deroga, Lardinelli ci crede
Luca Cinotti
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BALNEARI. Una protesta dei concessionari A destra: Vincenzo Lardinelli Il presidente Fiba: «Positivo l'incontro con il ministro Fitto»
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VIAREGGIO. Parlare di ottimismo sarebbe sicuramente esagerato. Ma per Vincenzo Lardinelli, presidente nazionale Fiba, c'è una possibilità che il governo si muova per chiedere la deroga all'Europa. A spingere su questa strada il numero uno dei balneari aderenti alla Confesercenti è stato - tra l'altro - un recentissimo incontro avuto con il ministro delle politiche regionali Raffaele Fitto: «Da questo appuntamento è emerso che bisogna trovare assolutamente una soluzione per la procedura di infrazione. Ma potremo poi vedere di andare a Bruxelles per giocarci tutte le carte possibili. E loro (i rappresentanti del Governo, ndr) hanno detto di sì». Una posizione che colpisce. Perché il ministro puglierse è considerato da una buona parte dei balneari come il "pasdaran" delle aste. Una posizione condensata nella sua bozza e nel fatto che, a febbraio, non si recò a Bruxelles a perorare la causa dei balneari. Lardinelli non nega che questo sia accaduto: «Ho rimproverato a Fitto che lui ha dato subito per scontato l'impossibilità di trattare con Bruxelles quella che io non chiamo deroga, ma riconoscimento della nostra specificità». Ma - ragione Lardinelli - da inizio anno a ora di acqua sotto i ponti ne è passata parecchio. E - soprattutto - dopo la chiusura del cosiddetto "tavolo Fitto" abbiamo assistito a un balletto che finora ai balneari ha promesso molto e fatto arrivare praticamente niente: prima con il diritto di superficie nel decreto sviluppo, poi con la legge Comunitaria e i suoi emendamenti. Alla fine, dunque, i sindacati si sono trovati a riprendere in mano un filo che, in fin dei conti, mai era stato del tutto spezzato: quello che vede Fitto come principale interlocutore nell'esecutivo. «Negli ultimi giorni sembrava che il cammino tracciato fosse abbastanza chiaro - spiega Lardinelli -, poi la maggioranza è inciampata sulla Comunitaria». Ma è comunque chiaro che il cammino dovrà riprendere le mosse proprio da quanto contenuto in questa legge, al netto del contestato emendamento Pini: l'abolizione del rinnovo automatico (il 6+6), che appare sempre di più come una precondizione per potersi mettere al tavolo con l'Unione. E - secondo Lardinelli - la difesa del rinnovo è una battaglia di retroguardia: «Nessuno lo applica più e il tribunale lo ha già dichiarato incostituzionale». Il rammarico di Lardinelli è che «purtroppo non è stato fissato l'incontro successivo». Che sarebbe, invece, il caso di fare a tambura battente, visto che fra poche settimane la politica romana andrà in ferie.
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