Il Tirreno

Versilia

Politici infastiditi dalle riprese in consiglio

Una commissione consiliare dovrà presto occuparsi di dettare le regole

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 CAMAIORE. Si possono perdere ore di discussione, in consiglio comunale, per cercare di identificare chi, tra i presenti, sta filmando col telefonino o con la telecamera l'assise pubblica? La risposta, se siamo a Camaiore, è sì.  Capita sempre più spesso che l'assemblea venga interrotta da consiglieri (di maggioranza) innervositi di sentirsi sotto la lente della camera. O meglio di non sapere chi sia a filmarli.  La questione emerge sempre più di frequente. E ogni volta la discussione si accende, in un botta e risposta tra maggioranza e minoranza. Non capita, quando a fare le riprese è un operatore di una delle tante tv locali, nè se a presentarsi in consiglio è un fotografo di un quotidiano. Il caso esplode solo, quando chi riprende è soggetto non indentificato. Era successo un paio di mesi fa, quando un giovane del Pd aveva deciso di riprendere l'intera discussione in consiglio, è successo lunedì scorso quando un ragazzo ha cercato di evitare di dare le proprie generalità. «Sono un cittadino che riprende un'assemblea pubblica», si è limitato (giustamente) a rispondere. Così, per risolvere questo serio problema per Camaiore, la prossima settimana è stata convocata una commissione consiliare, che dovrà passare il suo tempo (pagata con i soldi dei contribuenti) a redigere un regolamento, proprio sulle modalità di riprese audio-video dei consigli comunali.  Sui contenuti di questo documento per ora non si sa nulla, ma siamo curiosi di capire dietro quale cavillo legale ci si andrà a rifugiare. M.P.

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di Redazione web