Attenzione
Niente prostituzione in quella casa
Prosciolta professoressa che aveva affittato l'abitazione ad un trans
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CAMAIORE. La Procura le ha restituito la casa e ha archiviato il caso: sono caduti tutti gli elementi di accusa che avevano indotto al sequestro dell'abitazione perchè, udite udite, teatro di prostituzione. Lei, rispettabile e rispettata insegnante, tutto avrebbe pensato meno che l'aver dato la casa in affitto ad un cittadino brasiliano potesse essere configurato come sfruttamento o favoreggiamento della prostituzione. Il sequestro della casa, sulle colline camaioresi, era stato fatto dai carabinieri di Camaiore il 22 febbraio scorso. Ora, dopo un approfondimento delle indagini, la Procura ha chiesto l'archiviazione del caso: richiesta accolta dal giudice per le indagini preliminari Marcella Spada Ricci che ha firmato il decreto di dissequestro e la fine di un incubo per la professoressa. Tutto era nato nell'autunno del 2010 quando l'insegnante aveva affittato la casa ad un cittadino brasiliano. Casa tra l'altro adiacente alla sua e con in comune il parcheggio e il giardino (elemento questo fatto pesare nella memoria difensiva degli avvocati Andrea e Gionata Bonuccelli: «chi mai avrebbe posto a rischio la propria e la altrui reputazione attraverso la locazione di un bene di proprietà, se minimamente avesse sospettato un simile rischio?»). L'uomo aveva chiesto l'immobile in affitto per un anno o poco più perchè era venuto in Italia per operarsi - si è poi scoperto che voleva cambiare sesso - e che quindi aveva bisogno di una casa in Versilia come base per questo limitato periodo. L'arrivo del brasiliano non era passato inosservato anche perchè lui non si era certo nascosto: con delle amiche era andato a mangiare in locali della zona. La sua presenza ha comunque richiamato l'attenzione dei carabinieri che dopo aver svolto delle indagini sono intervenuti ottenendo il sequestro preventivo dell'immobile nel febbraio. Uno choc per l'insegnante e i suoi familiari. I legali si sono subito messi all'opera per dimostrare la completa estraneità ai fatti della donna. E così sono state assunte anche dichiarazioni dei vicini: nessuno ha notato il vai vai tipico delle case di appuntamento. E anche andando a guardare il contratto la cifra richiesta era quella dell'anno precedente con un altro inquilino "non sospetto": come dire, tutto congruo secondo gli avvocati. Gli avvocati hanno raccolto altri elementi a sostegno della tesi difensiva. Elementi che sia la stessa procura (il sostituto procuratore Sara Polino) prima - con la richiesta di archiviazione motivata dal fatto che «dalle indagini esplettae non emergono elementi per un utile esercizio dell'azione penale, potendosi fondatamente prevedere un esito non favorevole del giudizio eventualmnete instaurato» - e poi dal gip Spada Ricci hanno ritenuto provanti l'assoluta estraneità della professoressa.
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