Il Tirreno

Versilia

La strage di Viareggio
L’INTERVENTO

«Dai binari di Viareggio la cultura della sicurezza»

Stefano Baccelli

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Ripercorrere i luoghi della strage è toccare di nuovo una ferita che brucia ancora. Le parole espresse dalle istituzioni confortano, quelle dei familiari delle vittime scuotono. L'emozione, durante il secondo anniversario della strage di Viareggio, è stata forte. È il momento adesso di raccogliere quell'emozione e fermarsi a riflettere per i giorni che verranno. 

Dentro di noi, quella notte del 29 giugno 2009, ha preso la forma di un'immagine, di uno sguardo o anche di un solo particolare che ci ha scosso nel profondo dell'animo. Il dolore, che mai scompare, si trasforma. Con lo scorrere del tempo ha assunto il tono severo di chi, a due anni di distanza, esige e chiede con fermezza risposte concrete e giustizia.  Nei giorni e nei mesi che hanno seguito l'incidente, la comunità ha dato prova del suo coraggio e della sua dignità. Ha percorso, con compostezza e pudore, un cammino lungo e difficile. La determinazione affinché vengano accertate le responsabilità di quel tragico incidente ancora di più guida tutti noi.  Noi amministratori, che mai dobbiamo diminuire il nostro impegno, noi cittadini, che mai dobbiamo arrenderci di fronte a uno strazio a volte troppo grande da sopportare. 

Ci sono stati momenti difficili, in cui alla sopportazione del dolore si aggiungeva la fatica di guardare avanti e lottare con tenacia perché si potesse arrivare a comprendere fino in fondo quali furono le cause di quell'inferno.  Sono stati fatti molti passi avanti: la legge Viareggio, la ricostruzione in via Ponchielli, il via libera dal Senato alla legge sulla modifica dei criteri di risarcimento, ci sono 38 nomi nel registro degli indagati e, proprio in questi giorni, si chiude la prima fase delle prove disposte nell'ambito dell'incidente probatorio.  Il due novembre saranno presentate le relazioni dei periti nominati dal Gip.  La strada verso la verità processuale è davvero iniziata, ma è ancora lunga, i passaggi da compiere saranno molti e di nuovo saremo chiamati a dar prova della nostra capacità di tenuta.  Adesso, il ricordo che ci portiamo dentro deve spronarci perché mai più succedano disastri simili. La ferita aperta nella città parlerà ai colpevoli di quella strage, a chi deve individuarne le responsabilità e parlerà anche al Paese.  Il cordoglio delle istituzioni esprime vicinanza e affetto a coloro che da quella tragedia sono rimasti colpiti.

L'accorata partecipazione però non basta. È di nuovo, questo, il momento del "fare", non solo sul versante giudiziario. Dopo quella notte, le istituzioni non possono più rimandare la questione della sicurezza dei passeggeri e del trasporto di merci pericolose.  Viareggio ricorda ancora e ricorderà per sempre.  Ma a Viareggio si sa anche guardare avanti: si accolgono i comitati dei troppi disastri avvenuti in Italia, si sa trasformare la propria tragedia in generosità verso gli altri.  Dai binari di Viareggio, ne sono sicuro, nascerà la spinta per una nuova cultura della sicurezza.
Il Paese intero lo deve alle trentadue vittime, ai loro familiari e alla comunità intera. Stefano Baccelli è il presidente della Provincia di Lucca

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