Il Tirreno

Versilia

«Si lavora solo nel weekend»

«Si lavora solo nel weekend»

Il presidente degli albergatori: «Paghiamo anni di nulla sulla promozione»

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PIETRASANTA. «La Versilia? Come brand ha perso il suo fascino. Siamo quelli, allo sguardo esterno comune, che costano tanto, anzi, troppo, e che offrono sempre le stesse cose». Parole dure e amare, quelle di Alfonso Canneva, presidente dell'Associazione albergatori. Allo sfiorire del mese di giugno, il primo bilancio, in chiave presenze, rasenta il desolante. «Lavoriamo il fine-settimana, se il tempo dice di darci una mano. Per il resto - aggiunge Alfonso Canneva, presidente degli albergatori - va tutto a rilento».

Perché? «Paghiamo anni di nulla a livello promozionale, di luoghi comuni, come il caro-prezzi, solo in parte vero, che non riusciamo a sfatare. Ci siamo cullati a lungo sugli allori e non abbiamo saputo cogliere il momento giusto per valorizzare le nostre proposte. Che sono in buona parte eccellenti. Risultato: vai nella costiera amalfitana, ad esempio, a metà giugno, e vedi alberghi, locali e ristoranti, più che discretamente affollati, mentre da noi, dal lunedì al venerdì mattina si tira a campare. Alla meglio. Certe mattine di giugno, a Marina, sembrano tranquillamente giornate di fine stagione, o inizio autunno. È evidente che abbiamo dei problemi».

C'è un calo di presenze rispetto ad un anno fa? «Per quello che mi risulta, siamo sui livelli, poco esaltanti, del 2010; più o meno le presenze coincidono. Magari noto un rilento nelle prenotazioni per le prossime settimane. Non resta che sperare in un rilancio a breve». 

La qualità degli alberghi e dei servizi in genere, di Pietrasanta e ancora della Versilia, sono all'altezza dell'attuale mercato? «Sono migliorabili, questo è ovvio, e talvolta non rispondono alle esigenze del cliente, ma nell'insieme non possiamo lamentarci. No, qui è un problema soprattutto di mancata, o scarsa promozione e di immagine».  

Come se ne esce?
«Si fanno tanti discorsi, buoni propositi; riunioni, impegni a medio termine, ma poi, alla fine, si stringe sempre poco. La problematica non è di semplice risoluzione; la crisi economica incide molto, in questo contesto, ma qui, se non si inverte la tendenza, se la gente non torna a frequentare la Versilia, come capitava in un non così lontano passato, molte attività di settore rischiano di chiudere i battenti. Sarebbe un dramma». 

Forse la soluzione di pacchetti promozionali, magari concertati con altre categorie - lo propongono in 1000 località turistiche - potrebbe essere una prima risposta? «Ma in parte lo stiamo già facendo; il fatto è che se continua così i pacchetti promozionali, scontati e con benefit, saremo costretti a proporli addirittura nel mese di agosto. Il turismo mordi e fuggi, quello del fine-settimana, non risolleva il nostro settore, ma quanto meno non ci fa affondare del tutto. Come un piccolo aiuto arrivava anche da un altro tipo di turismo, quello legato ai gruppi, che ora sta però scegliendo altre mete». 

Un certo tipo di Versilia è all'epilogo? «Diciamo che dobbiamo ripensare e molto il nostro modo di fare turismo, non aspettare più il cliente, ma cercarlo, puntare su una promozione a 360º, che suggerisca una diversa immagine del nostro litorale; in fondo, non siamo meno cari di zone oggi di gran moda e possiamo contare su bellezze naturali di gran fascino. Ma sono buoni propositi, che non riusciamo a concretizzare. A fine stagione saremo ancora una volta lì, a tirare le somme e a dire che qualcosa va fatto. Già, ma quel qualcosa siamo veramente capaci di farlo? Comincio ad avere dei seri dubbi».

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