Il Tirreno

Versilia

Leggera ripresa negli ultimi mesi, ma non si compensa il calo degli addetti del 2009

Marmo, 1.300 euro in busta paga

Stefania Garruto
<b>MARMO.</b> Sopra, lastre in un&#146;azienda. Sotto, la cava delle Cervaiole
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MARMO. Sopra, lastre in un’azienda. Sotto, la cava delle Cervaiole

Arriva il premio di risultato per oltre 1.200 lavoratori

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 SERAVEZZA. «Un successo che ci riempie di soddisfazione». Così hanno commentato Leonardo Quadrelli e Claudio Vezzoni (Fillea-Cgil) il premio di risultato di 1.333 euro lordi per dipendente. Un successo in un momento di crisi del settore del marmo e delle pietre ornamentali, che non deve far dimenticare i problemi che colpiscono le microimprese e le aziende di trasformazione (sempre a rischio di chiusura), e di conseguenza, la relativa diminuzione dei posti di lavoro.  Il premio di produzione di quest'anno, di ben 122 euro in più rispetto a quello dell'anno passato, è diretto a 1.200 lavoratori in tutta la Provincia di Lucca ed è così ripartito: 619,50 euro sono già stati anticipati dalle imprese, mentre i restanti 713,50 euro verranno accreditati in busta paga, metà nel mese di giugno e l'altra metà ad ottobre. «Un risultato importante frutto di un sindacato forte - rappresenta infatti il 98% dei lavoratori del settore - e sempre presente a sostegno dei dipendenti» commenta Quadrelli.  Il premio di risultato è stato calcolato sulla base dei tre parametri stabiliti dall'Accordo provinciale: la quantità delle esportazioni di marmo (aumentata del 9% e del 10,2% rispettivamente per la provincia di Lucca e per Massa Carrara), il numeri di infortuni per addetto, che è lievemente diminuito, e il Mol (margine operativo lordo). I dati forniti dal Comitato Paritetico Marmo su Massa Carrara e la provincia di Lucca, delineano una situazione decisamente migliore rispetto a quella del 2009, almeno per quanto riguarda le realtà analizzate.  Purtroppo questi segnali di ripresa non compensano la drastica riduzione del numero degli addetti del settore artigianale del marmo, passati da 535 nel 2000 a 291 nel 2010, né di quello relativo all'industria, diminuito da 1424 a 1049.  La prima proposta di Quadrelli e Vezzoni per risolvere il problema della chiusura delle piccole imprese e il conseguente calo occupazionale è il consorzio, dove le aziende possono riunirsi sotto un unico amministratore delegato responsabile degli incarichi da assumere per poi spartirle tra tutte le micorimprese, così da evitare di essere schiacciate dal peso del mercato e dall'inaccessibiltà al microcredito.  La seconda proposta, rivolta essenzialmente alla provincia di Lucca è quella di imporre un vincolo agli imprenditori responsabili delle cave per cui almeno il 50% del materiale estratto dev'essere venduto, dopo essere stato lavorato dalle imprese di trasformazione presenti sul territorio.  «Tutto ciò è fattibile - afferma Vezzoni -: è una proposta realizzabile come dimostra l'azienda di Seravezza Henraux e che porterebbe un ritorno di risorse sul territorio, più posti di lavoro e un maggior valore aggiunto dato dalla peculiare qualità del marmo della nostra zona e dalla competenza dei nostri lavoratori». Per concludere, quello che preme ai rappresentanti sindacali, oltre a garantire un lavoro agli addetti del settore, è far rimanere nel territorio un bene che gli appartiene in tutte le sue fasi, dall'estrazione alla lavorazione.

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