Proteste
Ecco i pro e i contro la fontana
Marco Pomella
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FONTANA. Paolo Mazzei di Fotomania già la usa come sfondo per gli sposalizi Da Pippo Marchioro a don Damiano: i pareri di alcuni camaioresi
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CAMAIORE. A chi garba, piace perchè è un'opera innovativa, mai vista prima, che non "scimmiotta" altre piazze. Chi non la trova di suo gradimento, invece, è essenzialmente, perchè ritiene che non c'entra nulla con la storia di Camaiore e con l'ambiente intorno. Continua a far discutere - nel bene o nel male - la fontana all'ingresso della città, al centro della rotatoria, dove la vecchia e la nuova Provinciale si biforcano. A parlare però, non sono i politici - per loro natura molto spesso schierati, a prescindere - ma la società civile: commercianti e sportivi, storici e prelati. I contro. «Quella fontana fa ridere, mai visto qualcosa di meno appropriato». Secco il commento di Giuseppe Bonuccelli, titolare dell'omonima norcineria, in via di Mezzo. «È un cazzotto in un occhio - aggiunge - e non è affatto legata al territorio. Lì, ci voleva un olivo, una macina; qualcosa che raccontasse l'identità del territorio. Vista di sera è un po' più carina (quando è illuminata con led dal basso, ndr), ma avrei preferito qualcosa di molto più semplice». «Non mi piace, quasi per niente - commenta Pippo Marchioro, ex tecnico di serie A, da anni residente a Camaiore - perché avrei preferito qualcosa di più classico. Non appaga l'occhio. Io l'ho vista solo di giorno. E forse - scherza - sto diventando troppo camaiorese; non mi piace mai nulla». Anche Franco Benassi, storico animatore della manifestazione dei tappeti di segatura (e non solo), critica la fontana. «Rispetto ai primi giorni un po' è migliorata - dice - ma è poco inserita nell'ambiente intorno. Non richiama le tradizioni locali del capoluogo. Forse, era perfetta per Lido, ma non per Camaiore. Serviva qualcosa, che legasse l'opera con la tradizione culturale e artistica della città». I pro. A molti altri la fontana "dell'amicizia", invece, piace. Ad esempio, a Roberto Lari, del bar Del Dotto. «Bella, sia di giorno, che di notte. Non scimmiotta nessun'opera già esistente, è un monumento unico. Il gioco d'acqua rende l'idea delle nostre riserve idriche. Solo una cosa si potrebbe migliorare: illuminarla, di notte, con diverse colorazioni, anzichè solo con il viola». Letteralmente entusiasta il fotografo Paolo Mazzei (Fotomania). «A me piaceva anche quando c'era solo la scritta "Camaiore", figuratevi ora. Qualche giorno fa ho fotografato, lì davanti, la prima coppia di sposi; erano contentissimi. Ce ne fosse di opere così». La fontana piace molto anche a Simone Del Chiaro, barman della pasticceria Da Rossano («soprattutto la sera», dice), e a Vincenzo Marino, allenatore del Seravezza e titolare del supermercato Despar, di via di Mezzo. «Quando era in costruzione non mi piaceva, ma ora che è completa sì. Chi la critica è perchè non sa di cosa parlare». Gli indecisi. Non prende posizioni il parroco del paese, Don Damiano, anche se dalle sue parole si capisce come la pensi. «Ora è meglio - dice - anche se esistono delle piazze più belle, ad esempio, quella di Montramito». Dove, per l'appunto, sono stati impiantati olivi e macine di frantoio. «Per l'ingresso a Camaiore - aggiunge il priore - forse ci voleva un'altra tipologia di opera. Ma se ci fosse un referendum al riguardo, io mi asterrei». Giudizio incerto anche per Alessandro Tabarrani, dell'omonima gioielleria. «Non ho ben capito cosa sono gli stemmi di fianco a quello del Comune. E ho parlato con diversi artisti locali che, in qualche modo, avrebbero voluto partecipare. Certo, è diversa da tutte le altre rotatorie, in Versilia. E con le recenti rifiniture non è male, anzi, posso dire che mi piace». Dice, invece, di non averla ancora vista, uno degli storici più aurevoli a Camaiore, Luca Santini. «Ci sono passato davanti ultimamente - dice - ma se devo essere sincero non l'ho notata». Sarà solo diplomazia?
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