Il Tirreno

Versilia

Pajatto denuncia la «morìa»

«Salviamo almeno il giudice di pace»

L’ufficio del giudice di pace a Pietrasanta
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L’ufficio del giudice di pace a Pietrasanta

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 PIETRASANTA. E' una vera "morìa" di uffici pubblici importanti per Pietrasanta, ma anche per tutta la Versilia, quella che si annuncia. Da qui la preoccupazione e la richiesta ai sindaci di un intervento.  «I sindaci della Versilia devono impegnarsi in modo sinergico per impedire la chiusura della sede del Giudice di pace». A chiederlo, in una nota, è l'avv. Gianluca Pajatto, segretario del Partito repubblicano.  «A distanza di dodici anni dalla perdita della Pretura, la cui chiusura è avvenuta nell'anno 1999, il territorio di Pietrasanta, con grave danno per tutto il comprensorio della Versilia del nord, vede venir meno un altro servizio importante. I carichi di lavoro non sono tali da pensare che Viareggio possa farsene carico, senza subire forti disagi per la collettività - sostiene il segretario del Pri Pajatto - quindi, la preoccupazione è più che legittima. Meno di cinque anni fa, inoltre, il Ministero ha speso una somma non indifferente per la ristrutturazione della sede; pertanto anche nell'ottica dell'investimento del pubblico denaro, dispiace vederla chiudere».  «A margine di tutto questo, oltretutto, si rincorrono le voci di una potenziale chiusura dell'Agenzia delle Entrate e dell'Arpat. Chiediamo ai sindaci di Pietrasanta, Forte dei Marmi, Seravezza e Stazzema - scrive ancora il segretario del Partito repubblicano Pajatto - di tentare ogni strada per evitare la chiusura della sede del Giudice di pace».

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