Finanza
La tintarella non è uguale per tutti: in Versilia 15mila euro per una tenda, sugli scogli è tutto gratis. L’esclusività contro la libertà di luoghi popolari dove il massimo della goduria è la Coca Cola nella ghiacciaina
Mare deluxe o proletario?
Elisabetta Arrighi
La tintarella non è uguale per tutti: in Versilia 15mila euro per una tenda, sugli scogli è tutto gratis. L’esclusività contro la libertà di luoghi popolari dove il massimo della goduria è la Coca Cola nella ghiacciaina
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C’è chi, ideologicamente, sceglie il mare selvaggio. Scoglio o spiaggia non importa, basta che siano liberi e che cabine, obblighi di happy hour e bon ton da ombrellone siano lontani anni luce. Una scelta che oggi è diventata, purtroppo, soprattutto sociale, causa crisi, precarietà e necessità di risparmiare su tutto. Per fortuna di spiagge libere, la nostra Italia ne ha a bizzeffe. Agli antipodi, soprattutto del conto in banca, ci sono i modaioli che scientificamente scelgono il bagno più chic e frequentato da personaggi noti.
Meglio, poi, che sia carissimo: significa che è veramente “in”. In Versilia, un po’ più a nord di Forte dei Marmi, c’è il Beach Club del Cinquale dove chi vuol dare sfoggio di costumi griffati e luccicanti può scegliere una delle due super tende deluxe tutte bianche piazzate davanti alla battigia, quasi a sfiorare il mare, leggermente defilate rispetto alle altre. Costano, per l’intera stagione, 15mila euro, con dotazione di tre lettini, due sdraio, due sedie regista, un tavolo, una cassapanca e un set di asciugamani personalizzati, più la presenza di un cameriere quasi esclusivamente “dedicato”. Nelle cabine destinate a tutti i clienti, dotate di doccia calda, i frequentatori del Beach Club Versilia troveranno cassaforte, teli bagno griffati Fendi, kit di saponi, flaconi di creme e phon per asciugare i capelli. «Ma nel nostro stabilimento - racconta il versiliese Manuel Dallori, 42 anni, ex modello e general manager del Beach Club - si può spendere anche molto meno. Le 48 tende “normali”, arredate con gli stessi lettini, sdraio e tavolo, costano 6mila euro e con 25 euro al giorno si può noleggiare un lettino in piscina. Per mangiare, è vero, si possono spendere 300 euro, ma si pranza anche con 15 e una pizza ne costa 7».
Certo, non può negare, Dallori, che il Beach sia un luogo esclusivo dove “passano” calciatori (come Montolivo e Comotto), politici (c’è stato, raccontano, anche Fausto Bertinotti), attrici e showgirl come Nina Senicar che ha disegnato anche due costumi esclusivi per il Beach Club. Uno stabilimento dove Sky e Rtl 102.5 hanno postazioni per le dirette in cui si parla di sport e “Calcio mercato on the Beach”. Extralusso ed esclusività. Del resto dopo aver lasciato la macchina parcheggiata sul lungomare e dopo aver imboccato una stradina che porta all’ingresso del “lido”, si costeggia subito nella darsenetta dove la barca più piccola è lunga almeno 15-20 metri. Per non dire di qualche “mostro” stile off-shore dall’aria aggressiva e griffatissima quanto ad arredi e accessori. Semmai il general manager Dallori è orgoglioso della scelta eco-sostenibile che ha guidato la progettazione e gestione della struttura: «Teniamo molto all’ambiente che ci circonda e alla sua conservazione.
Ogni anno aggiungiamo spazi verdi allo stabilimento balneare, nella terrazza sopra l’area cabine, abbiamo posizionati i pannelli solari per essere indipendenti dal punto di vista energetico. E abbiamo un computer che regola i consumi di energia elettrica evitando sprechi. Utilizziamo arredi italiani e le piante ogni anno a fine stagione vengono riportate in serra fino alla primavera successiva. Per cui la regola numero uno è quella della tutela ambientale, prima ancora del guadagno ». I bambini giocano nell’area “kid’s”, in piscina si prende il sole e si gustano succhi di frutta. Il servizio sotto le tende prevede anche un box ghiacciato con dentro frutta di stagione e tropicale da mangiucchiare stesi sul lettino sotto il sole. Certo, alla spiaggia libera tutto questo non accade. Ma vuoi mettere la “ghiacciaina” con dentro il succo Ace e le lattine di Coca e birra che, ben fredde, saranno bevute con goduria una volta conquistata con sudore la postazione dove trascorrere il pomeriggio? Provare per credere, magari agli “scogli dell’Accademia” che a Livorno sono un’istituzione. Ci si arriva bene, senza dover scalare o scendere ripidi costoni. E c’è anche, vicino al muraglione, un po’ di sabbia dove stendere l’asciugamano e stare più comodi. Disseminate fra gli scogli si trovano poi delle vere e proprie pozze dove stare immersi leggendo il giornale.
E il sole “tinge” alla stessa maniera qui come a Forte dei Marmi o Porto Rotondo. Solo che, a differenza dei posti chic, qui è tutto “a gratis”, proletario come si diceva un tempo. E se proprio si vuol spendere, si va a comprare il gelato o il ghiacciolino alla baracchina posizionata strategicamente alla discesa. Senza bisogno di indossare zoccoli tacco 12 o bikini luccicanti di Swarovski.
Meglio, poi, che sia carissimo: significa che è veramente “in”. In Versilia, un po’ più a nord di Forte dei Marmi, c’è il Beach Club del Cinquale dove chi vuol dare sfoggio di costumi griffati e luccicanti può scegliere una delle due super tende deluxe tutte bianche piazzate davanti alla battigia, quasi a sfiorare il mare, leggermente defilate rispetto alle altre. Costano, per l’intera stagione, 15mila euro, con dotazione di tre lettini, due sdraio, due sedie regista, un tavolo, una cassapanca e un set di asciugamani personalizzati, più la presenza di un cameriere quasi esclusivamente “dedicato”. Nelle cabine destinate a tutti i clienti, dotate di doccia calda, i frequentatori del Beach Club Versilia troveranno cassaforte, teli bagno griffati Fendi, kit di saponi, flaconi di creme e phon per asciugare i capelli. «Ma nel nostro stabilimento - racconta il versiliese Manuel Dallori, 42 anni, ex modello e general manager del Beach Club - si può spendere anche molto meno. Le 48 tende “normali”, arredate con gli stessi lettini, sdraio e tavolo, costano 6mila euro e con 25 euro al giorno si può noleggiare un lettino in piscina. Per mangiare, è vero, si possono spendere 300 euro, ma si pranza anche con 15 e una pizza ne costa 7».
Certo, non può negare, Dallori, che il Beach sia un luogo esclusivo dove “passano” calciatori (come Montolivo e Comotto), politici (c’è stato, raccontano, anche Fausto Bertinotti), attrici e showgirl come Nina Senicar che ha disegnato anche due costumi esclusivi per il Beach Club. Uno stabilimento dove Sky e Rtl 102.5 hanno postazioni per le dirette in cui si parla di sport e “Calcio mercato on the Beach”. Extralusso ed esclusività. Del resto dopo aver lasciato la macchina parcheggiata sul lungomare e dopo aver imboccato una stradina che porta all’ingresso del “lido”, si costeggia subito nella darsenetta dove la barca più piccola è lunga almeno 15-20 metri. Per non dire di qualche “mostro” stile off-shore dall’aria aggressiva e griffatissima quanto ad arredi e accessori. Semmai il general manager Dallori è orgoglioso della scelta eco-sostenibile che ha guidato la progettazione e gestione della struttura: «Teniamo molto all’ambiente che ci circonda e alla sua conservazione.
Ogni anno aggiungiamo spazi verdi allo stabilimento balneare, nella terrazza sopra l’area cabine, abbiamo posizionati i pannelli solari per essere indipendenti dal punto di vista energetico. E abbiamo un computer che regola i consumi di energia elettrica evitando sprechi. Utilizziamo arredi italiani e le piante ogni anno a fine stagione vengono riportate in serra fino alla primavera successiva. Per cui la regola numero uno è quella della tutela ambientale, prima ancora del guadagno ». I bambini giocano nell’area “kid’s”, in piscina si prende il sole e si gustano succhi di frutta. Il servizio sotto le tende prevede anche un box ghiacciato con dentro frutta di stagione e tropicale da mangiucchiare stesi sul lettino sotto il sole. Certo, alla spiaggia libera tutto questo non accade. Ma vuoi mettere la “ghiacciaina” con dentro il succo Ace e le lattine di Coca e birra che, ben fredde, saranno bevute con goduria una volta conquistata con sudore la postazione dove trascorrere il pomeriggio? Provare per credere, magari agli “scogli dell’Accademia” che a Livorno sono un’istituzione. Ci si arriva bene, senza dover scalare o scendere ripidi costoni. E c’è anche, vicino al muraglione, un po’ di sabbia dove stendere l’asciugamano e stare più comodi. Disseminate fra gli scogli si trovano poi delle vere e proprie pozze dove stare immersi leggendo il giornale.
E il sole “tinge” alla stessa maniera qui come a Forte dei Marmi o Porto Rotondo. Solo che, a differenza dei posti chic, qui è tutto “a gratis”, proletario come si diceva un tempo. E se proprio si vuol spendere, si va a comprare il gelato o il ghiacciolino alla baracchina posizionata strategicamente alla discesa. Senza bisogno di indossare zoccoli tacco 12 o bikini luccicanti di Swarovski.
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