Sicurezza
Stefano Varia silurato da Confindustria
Ilaria Bonuccelli
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Stefano Varia Candidatura annullata: ora si punta su Poerio (Azimut Benetti)
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LUCCA. Il veto arriva da Roma. Assoindustria non può candidare a presidente un imprenditore che è sotto processo. La lettera - anzi le lettere, due in una decina di giorni - inviata da Confindustria a palazzo Bernardini preferisce parlare «di vizi di procedura» individuati nella proceduta di «consultazione e designazione» del candidato. Ma il risultato alla fine non cambia: il versiliese Stefano Varia è stato silurato. Ed è tutto da vedere se il titolare dell'omonima impresa di lavori pubblici avrà la forza (e i voti) per ripresentare la propria candidatura in autunno, quando ufficialmente si rimetterà in moto il meccanismo per l'elezione del presidente che dovrà sostituire Andrea Guidi. In realtà, il meccanismo si è già messo in moto. Il candidato presidente "gradito" a Assoindustria lucchese sarebbe Vincenzo Poerio, l'amministratore delegato di Azimut Benetti, uno dei più importanti cantieri al mondo per il diporto. Il suo nome si era già fatto nei mesi scorsi, ma l'ingegnere aveva fatto capire che si sarebbe candidato solo se ci fosse stato un consenso generale sul suo nome. Visto che così non era, aveva fatto un passo indietro. Oggi, però, viene ripescato, visto che Confindustria ha contestato le procedure seguite dall'associazione locale, indebolendo anche la posizione dei vertici amministrativi oltre che politici di palazzo Bernardini. Diverse le irregolarità segnalate da Roma: intanto è stato fatto presente che nel consiglio dei probi viri che ha vagliato le candidature e le ha propose alla giunta di Assoindustria, c'era una persona con un problema di incompatibilità. Uno dei saggi individuati, infatti, era sia fra i probi viri che nella giunta che deve scegliere il candidato presidente da presentare all'assemblea dei soci. Inoltre, è stato segnalato che fra le persone che hanno votato a favore di Varia - passato con soli due voti di scarto di una giunta spaccata a metà per la prima volta nella storia dell'associazione - ce n'era una che non aveva diritto di esprimere la preferenza. Ma il vero problema, però, sarebbe la situazione giudiziaria di Varia. Come accertato in sede locale anche dai probi viri, il fatto di essere indagato non è motivo di ineleggibilità in base allo statuto di palazzo Bernardini. La regola, in questo caso, è chiara: fino alla sentenza di secondo grado, non ci sono impedimenti a diventare presidente di Assoindustria. Ma questa regola appare in contrasto con l'orientamento di Confindustria che deve esprimere un "gradimento" vincolante sul candidato presidente. Il parere è stato negativo, come evidenziato nella prima lettera inviata al presidente Guidi. Visto che nulla, nel frattempo, era successo, Confindustria ne ha mandata un'altra, più dura nella quale ha fatto capire che se la procedura non fosse stata annullata, allora avrebbe, di fatto, commissariato l'associazione di palazzo Bernardini. Il secondo messaggio è stato recepito forte e chiaro. Tanto che lunedì sera la giunta dell'associazione ha preso atto dei vizi segnalati da Confindustria. E ha anche deliberato - si legge in una nota ufficiale - deliberato di operare un completo rinnovamento della procedura, a partire dalla nomina di una nuova commissione di designazione, alla quale si provvederà in una riunione già convocata per il 14 luglio». La commissione - previsa Assoindustria - avrà il compito di procedere «alla più ampia consultazione della base associativa ai fini dell'individuazione di una candidatura alla presidenza. La nomina del successore di Guidi avverrà, pertanto, solo a conclusione della nuova procedura e con la convocazione di un'assemblea che difficilmente potrà svolgersi entro l'estate».
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