Sicurezza
La Corte dei Conti ha deciso: gravi irregolarità per il 2009
Donatella Francesconi
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MAGGIORANZA. I consiglieri diedero lok al bilancio contestato dalla Corte Emessa la pronuncia specifica contro il Comune. Palestini: consiglio tenuto all'oscuro
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VIAREGGIO. La Corte dei Conti ha detto la sua. Adottando, come prevedibile, una pronuncia specifica sul rendiconto 2009 del Comune. E non solo. Perché nelle considerazioni del pronunciamento della Corte si spiega che l'adozione della pronuncia «ha finalità di "avvisare" l'organo elettivo e di promuovere, eventualmente, le opportune misure correttive o compensative, la cui congruità potrà essere valutata dalla Sezione (della Corte, ndr) nell'ambito di un controllo he può considerarsi esteso all'intero ciclo di bilancio (preventivo e consuntivo)». Conti sotto controllo anche per il futuro, dunque. E di questo, così come della deliberazione - si legge nel provvedimento a firma del presidente Vittorio Giuseppone - debbono essere informati consiglio comunale, sidnaco e organo revisore dell'Ente, cui la deliberazione deve essere trasmessa. «L'assessore Pardini ed il presidente della commissione bilancio, Peralta, non hanno ancora comunicato la notizia al consiglio comunale», sottoliena Andrea Palestini, consigliere comunale del Pd. Eppure, la pronuncia specifica ha la finalità di "avvisare" - come si legge nel testo - il consiglio comunale, investnedo soprattutto la responsabilità dei consiglieri di maggioranza. E prelude ad un controllo speciale di congruità delle misure correttive da adottare». Nell'esaminare le cause che hanno portato al disavanzo 2009 (quasi 5 milioni di euro) la Corte dei Conti punta il dito sulla mancata vendita della Umi1, nell'area del Mercato ittico, per una cifra non incassata pari a 5 milioni e 86mila euro. «Il disavanzo del 2009 - commenta Andrea Palestini enll'informare della pronuncia della Corte - è dovuto principalmente al fatto che le gare per la vendita della Umi1 sono andate desrte. Anche il disavanzo 2008 dipende in gran parte dalla stessa mancata vendita, quando bastava solo firmare un contratto sulla base della proposta di delibera sottoscritta da tre autorevoli dirigenti del Comune». La Corte ribadisce quanto già affermato: il disavanzo si è determinato «nonostante l'Ente abbia deliberato la salvaguardia degli equilibri di bilancio». Con l'approvazione in consiglio comunale da parte dei consiglieri di maggioranza. «Ciò denota - ribadisce la Corte - la scarsa capacità di monitoraggio e valutazione delle situazioni di bilancio». L'assessore Pardini - sottolinea Palestini - «scarica tutta la colpa sull'eredità ricevuta. In realtà la pronuncia della Corte è fondamentalmente incentrata sulla gestione della Giunta Lunardini, Che oggi ha deciso di imporre improvvisamente consistenti aumenti delle tasse. Peccato che Lunardini, in campagna elettorale, abbia promesso invece la riduzione delle tasse. Quando la situazione critica del Comune era già ben nota». È doveroso ricordare, infine, che il pronunciamento della Corte è seguito alle controdeduzioni fornite dal Comune ed al contraddittorio, svoltosi in adunanza pubblica, il 23 giugno scorso. La valutazione di tutto ciò, scrive la Corte, «non ha fatto venire meno i profili di "grave irregolarità" originariamente emersi». E la Corte - sottolinea Palestini - «forse non ha fatto nemmeno in tempo a sapere che il rendiconto 2010 chiude con un disavazo di oltre 6 milioni di euro causatro dall'esito fallimentare della cosiddetta "operazione Cittadella"».
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