Lutto
Ascoltato a sorpresa il brigadiere Iardella Tre ore sotto torchio
Claudio Vecoli
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INTERROGATO. Ennio Iardella 2 MINUTI DI LETTURA
CAMAIORE. Tre ore sotto torchio per rispondere alle domande del pubblico ministero. Con una mossa a sorpresa, il pm Fabio Origlio ha chiesto (e ottenuto) per ieri un interrogatorio urgente per Ennio Iardella, il brigadiere dei carabinieri in pensione attualmente in carcere a Lucca con l'accusa di favoreggiamento nell'inchiesta sull'omicidio Romanini. Il magistrato titolare delle indagini ha inoltre disposto la secretazione dei verbali dell'interrogatorio in modo da evitare che possano trapelare notizie sui suoi contenuti che potrebbero in qualche maniera compromettere le indagini in corso. Uscito dal carcere di San Giorgio, l'avvocato Titano Marsili - legale di Iardella - si è detto soddisfatto del faccia a faccia del suo cliente con il pm. «Non posso scendere nei dettagli dell'oggetto dell'interrogatorio - ha spiegato - ma credo che sia servito a fare chiarezza sulla posizione del mio assistito. Tanto che ho già presentato istanza per ottenere una attenuazione delle misure cautelari confidando che a Iardella possano essere concessi quantomeno gli arresti domiciliari». Dopo essersi avvalso lunedì mattina della facoltà di non rispondere di fronte al gip Simone Silvestri, Ennio Iardella ha dunque deciso di collaborare. Del resto la scelta di non parlare fatta appena 24 ore prima - come ha ribadito l'avvocato Marsili - era dovuta a motivazioni tecniche. Ovvero al fatto che Silvestri non era in realtà il gip che ha seguito il fascicolo sull'omicidio Romanini, bensì il sostituto di Giuseppe Pezzuti, andato in ferie proprio in questi giorni. «Avevamo preferito non sottoporci all'interrogatorio solo per questo motivo e ci siamo sempre detti disponibili a chiarire ogni addebito nei nostri confronti».
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