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VIAREGGIO. Che fine ha fatto la Cittadella, nel senso della vendita della struttura alla ...
Donatella Francesconi
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VIAREGGIO. Che fine ha fatto la Cittadella, nel senso della vendita della struttura alla Fondazione Carnevale? La risposta è nella "Relazione tecnica della gestione finanziaria 2010" (pagina 9), allegato alla voluminosa documentazione che compone il bilancio consuntivo 2010 in approvazione. «Non essendo ancora stato sottoscritto il contratto di cessione tra le parti - si legge - anche perché ancora in itinere la gara per la provvista finanziaria da parte della Fondazione stessa, si è prudenzialmente proceduto all'eliminazione degli acertamenti assunti a fine anno (2009, ndr)». A vendita non realizzata, la cifra - 18 milioni e 400mila euro - scompare dal consuntivo 2010. Ma c'è di più. Perché la relazione continua così: «Occorre precisare che le spese correnti da finanziare con l'entrata cui sopra non potevano, in corso d'anno, essere sospese. In quanto stanziate per il rimborso di quote capitale dei mutui, relativamente ai quali erano state precedentemente rilasciate delegazioni di pagamento regolarmente notificate al tesoriere». Insomma, la cifra - come si dice - è stata impegnata. Tanto che compare la raccomandazione: «È auspicabile che in futuro le entrate non ripetitive finanzino esclusivamente spese non obbligatorie». I revisori. Raccontare come è andata a finire era d'obbligo. Ma vediamo cosa scrivono i revisori dei conti nella loro relazione alla voce "considerazioni e proposte". Le indicazioni date all'amministrazione Lunardini sono quattro: ripianare il disavanzo (6 milioni e 100mila euro) e adottare «i provvedimenti correttivi necessari a sanare il bilancio evitando il ripetersi di negativi risultati di consuntivo; predisporre «una straordinaria, attenta ed immediata attività di verifica ed eventuale riccartamento dei residui attivi e passivi; evitare «l'eccessivo ricorso ad anticipazioni di tesoreria»; evitare l'utilizzo per cassa per impieghi di parte corrente «dei fondi a specifica destinazione, in quanto tali risorse non possono costituire fonti di finanziamento da parte dell'Ente». L'esempio più eclatante è quello delle cifre transitate perché legate al disastro ferroviario di due anni fa. Riscossioni. Ma i revisori hanno anche una quinta raccomandazione: «In considerazione del sensibile scostamento tra l'accertato ed il riscosso si esorta l'amministrazione a porre in essere tutte le procedure previste per la definitiva riscossione dele somme accertate». Lo schema è il seguente. Recupero evasione Ici: 1 milione e 800mila l'entrata prevista, 2 e mezzo quella accertata, ma riscosso solo 1 milione e 369.013 euro. Recupero evasione altri tributi: previsti 569.118 euro, accertati 649.940, riscossi solo 279.054 €. A queste cifre va aggiunto anche lo scostamento relativo ai permessi di costruire: accertati per quasi sei milioni nel 2009, crollano a meno di tre nel 2010. Per quanto riguarda, invece, l'imposta di pubblicità la previsione definitiva nel bilancio 2010 è pari a 999mila euro: ma ne sono stati riscossi solo 644.173. Va decisamente peggio per le multe da violazioni al codice della strada: prevista un'entrata di 4 milioni e 100mila euro, accertata una cifra superiore a 5 milioni e mezzo, la riscossione si ferma però a poco più di 1 milione.
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