Sicurezza
Un maxituffo per dire no alla direttiva Bolkestein
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RECORD. Il tuffo del 2008 in DarsenaI progetti dei balneari in attesa dell'approvazione della legge Comunitaria
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VIAREGGIO. Nell'estate del 2007 e del 2008 fu un "must" dell'estate versiliese: quest'anno il maxituffo potrebbe diventare un simbolo della "resistenza" dei balneari contro la direttiva Bolkestein e l'eventualità di mettere a gara le concessioni demaniali. La proposta verrà discussa stasera in una riunione del comitato "No alle aste", che si occuperò, più in generale, di analizzare le vicende che vedono protagonisti i balneari. Dopo lo stop al diritto ventennale di superficie che era previsto nel decreto sviluppo, infatti, come spiegato ieri dal Tirreno rischia di saltare anche il "paracadute" del rinnovo automatico delle concessioni. Un evento al quale molti balneari hanno deciso di non assistere in silenzio. «Credo che sia ora di farci sentire», spiega Emiliano Favilla, che del Comitato è uno dei promotori più agguerriti. «Stiamo già pensando a tutta una serie di iniziative, una delle quali, appunto, potrebbe essere proprio un tuffo che unisca tutti i bagni della Versilia». Si tratterebbe, dunque, di qualcosa di più di quanto avvenuto tre anni fa, visto che allora furono coinvolti "solo" gli stabilimenti della Marina di Levante. Fra le altre iniziative che già sono state messe in campo c'è un contatto con gli ambinetalisti: «Stiamo cercando di riallacciare rapporti, perché fra noi e loro ci sono molti punti in comune, a partire dalla voglia di tutelare le spiagge». Un passo che potrebbe far "riguadagnare punti" alla categoria anche nei confronti dell'opinione pubblica, rimasta sconcertata dal balletto sul decreto sviluppo. Sul piano più politico, Favilla spiega che il Comitato non si fida troppo delle "promesse" del Governo di andare a trattare con Bruxelles per ottenere la deroga dalla direttiva Bolkestein: «Siamo sicuri che questo esecutivo possa andare a trattare in Europa con la credibilità necessaria?».
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