Sicurezza
Stop alle operazioni di ortopedia
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DIRETTORE. Giancarlo SassoliInterventi programmati sospesi per il periodo estivo
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VIAREGGIO. Niente operazioni "programmate" di ortopedia, da metà luglio a settembre. Una decisione che i vertici dell'Asl ritengono "non straordinaria" ma che per il sindacato autonomo Cisal è la classica goccia che fa traboccare il vaso. E per denunciare questa situazione di difficoltà della sanità versiliese, l'organizzazione ha deciso di scendere in piazza il 6 luglio prossimo. «Aiutateci ad aiutarvi»: è questo quello che chiede il sindacato. Il coordinatore delle Rsu aziendali, Daniele Soddu ha deciso di intervenire in prima persona per difendere i diritti della sua categoria e informare la cittadinanza dello stato di crisi in cui si trova la sanità regionale. «Sono più di due mesi che chiediamo di incontrarci con la Regione e ripetutamente ci viene negata questa possibilità per impegni inderogabili del direttore generale dell'assessorato regionale Alberto Zanobini o dell'assessore regionale alla sanità Daniela Scaramuccia, adesso basta». «L'allarme sanità è più che rosso - continua Soddu - e non sono assolutamente giuste le misure previste per sistemare questa situazione». Iniziando proprio dalla riorganizzazione della sanità regionale, conseguenza del deficit aziendale: parliamo di un'ospedale nuovo e all'avanguardia che vede ridotti i suoi posti letto a 415 - dai 680 disponibili - e che, inspiegabilmente, (secondo il Cisal) chiude il reparto di ortopedia per quanto riguarda gli interventi di elezione, che vengono rimandati a settembre. Avvenimento che - ribadiscono il direttore generale dell'Asl Giancarlo Sassoli e il primario del reparto di ortopedia dell'ospedale Versilia, il professor Mario Manca - non è niente di straordinario e si ripete ogni anno e che a causa della grande percentuale di incidenti che riguardano tutto il reparto di traumatologia. Il problema, al di là delle diverse valutazioni, è quello della carenza di personale, soprattutto nel periodo estivo. Comunque sia, per accontentare tutti bisogna sacrificare qualcuno, non solo tra i pazienti, com'è evidente, ma anche tra i dipendenti pubblici: non ci sono soldi da investire, non vengono garantiti i servizi standard e in più c'è il blocco delle assunzioni. A complicare questa situazione - già critica per il Cisal - il problema di Estav e Società della Salute definite da Soddu «altri due enti che portano via soldi pubblici senza alleggerire i problemi burocratici e non solo, dei cittadini». All'incontro previsto per stamani tra l'azienda sanitaria e il sindacato Cisal il compito di far luce sulla questione. Stefania Garruto
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