Il Tirreno

Versilia

Maximulte per gli immobili fantasma

Luca Cinotti
Maximulte per gli immobili fantasma

Solo tre giorni di tempo per regolarizzarli: poi si pagherà fino a 8mila euro

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VIAREGGIO. Il timer segna meno tre. Dal primo luglio scatteranno le maxisanzioni per chi non ha accatastato il proprio immobile. E, in questi giorni, i geometri si sono messi in fila davanti agli uffici dell'agenzia del territorio per cercare di regolarizzare le posizioni dei loro clienti.  La scadenza è stata fissata con il decreto sviluppo, recentemente convertito in legge dal Parlamento. Prima, a marzo, con un decreto legislativo, erano state innalzate le sanzioni per chi ha costruito immobili che però non sono mai stati registrati al catasto: l'importo minimo è passaro da 258 a 1.032 euro, quello massimo da 2.066 a 8.264. 

Una situazione che in Versilia riguarda, potenzialmente, circa 6.700 costruzioni. Quelle che l'Agenzia del territorio (l'ex catasto) ha individuato con una lunga campagna basata soprattutto su rilievi dall'alto: quasi un terzo di queste particelle, come si vede dalla tabella, sono concentrate nel comune di Pietrasanta.  Secondo i dati resi noti dall'agenzia del territorio a livello provinciale (ancora non sono stati resi noti i dati comune per comune) è stato regolarizzato circa il 38% degli immobili "fantasma". Gran parte sono stati resi noti grazie al ravvedimento "spontaneo" dei proprietari che si osno recati agli sportelli per l'agenzia.

Con il decreto sviluppo, invece, il legislatore ha deciso di dare un po' di tempo in più per quanto riguarda l'applicazione della sanzione ma non per i controlli da parte dei funzionari del catasto, che stanno partendo proprio in questi giorni.  E per chi non si è messo in regola e sarà "pizzicato" dall'agenzia ci sarà da pagare, oltre alla sanzione maggiorata, anche gli oneri per l'accatastamento "forzato".  Non è finita: una volta definita la rendita catastale dell'immobile, ogni proprietario di una casa fantasma dovrà anche mettersi in regola (eventualmente con un atto di adesione all'accertamento) con le imposte non versate, a pagare dall'Ici (che potrebbe far arrivare un discreto gettito nelle casse dei Comuni). 

C'è - infine - un ultimo punto che si preannuncia assai delicato: cosa fare degli immobili che sono "emersi" grazie all'azione dell'agenzia del territorio e che, però, non sono conforme alle norme urbanistiche? In questo caso si potrà arrivare anche alla demolizione dell'immobile. A meno che - ovviamente - nel frattempo non intervenga una qualche legge per regolare la questione.

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