Il dolore
I tre carabinieri scelgono il silenzio
◗
UCCISO DAVANTI CASA. I rilievi della polizia la mattina dellagguato a Stefano Romanini di fronte a casa sua Omicidio Romanini: i militari arrestati si avvalgono della facoltà di non rispondere
2 MINUTI DI LETTURA
CAMAIORE. Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere i tre carabinieri - due in servizio, uno in pensione - accusati di favoreggiamento nell'ambito dell'inchiesta per l'omicidio di Stefano Romanini, l'imprenditore edile di quarantasei anni ucciso la mattina del 18 febbraio scorso di fronte alla sua abitazione di via Battisti a Camaiore. Il maresciallo Ciro Ionta, cinquantaquattro anni, comandante della stazione di Camaiore, il brigadiere Gianluca Martignetti trentasette anni, e l'appuntato in pensione Ennio Iardella, cinquantacinque anni, ieri mattina hanno scelto di non rispondere alle domande del giudice per le indagini preliminari in occasione dell'interrogatorio di garanzia che si è svolto a Lucca. La scelta dei difensori dei tre carabinieri - l'avvocato Carlo Alberto Antongiovanni per Ionta e Martignetti, entrambi agli arresti domiciliari; l'avvocato Titano Marsili per l'appuntato Ennio Iardella, rinchiuso invece nel carcere di San Giorgio a Lucca - è stata giustificata dal fatto che il gip titolare del fascicolo, Giuseppe Pezzuti, è attualmente in ferie e che i tre avrebbero dovuto rispondere al suo sostituto Simone Silvestri. «Non è certo intenzione dei miei clienti sottrarsi all'interrogatorio e non rispondere alle domande dei magistrati - spiega l'avvocato Antongiovanni - ma riteniamo superfluo sottoporsi all'esame di un gip che non può conoscere gli atti come colui che ha seguito il caso dall'inizio. Quando Pezzuti rientrerà dalle ferie saremo a sua disposizione per chiarire tutto. Anche perché questo è nel loro stesso interesse. I miei clienti si professano innocenti e sono convinti che la vicenda che li riguarda sia dovuta esclusivamente a delle incomprensioni». Analoga strategia difensiva è stata adottata anche dall'avvocato Titano Marsili. «L'appuntato Iardella - spiega - è indubbiamente provato per quanto è avvenuto, ma è al tempo stesso sereno perché coinvinto della propria innocenza». Tutti e tre i carabinieri agli arresti hanno presentato tramite i loro avvocati istanza al Tribunale del Riesame di Firenze. Questo consentirà loro di ottenere nel giro di alcuni giorni la copia di tutti gli atti del procedimento e dunque non solo dell'ordinanza di custodia cautelare di cui i legali sono già in possesso.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
