Finanza
70 in cassa integrazione
L'Ascom provinciale contro i circoli abusivi
2 MINUTI DI LETTURA
VERSILIA.Negozi e pubblici esercizi; aumenta il ricorso alla cassa integrazione anche per il commercio. E il trend appare inarrestabile. Se nel 2010, Confcommercio ha predisposto 120 richieste, nel 2011 potrebbe superare questa soglia; nella prima parte dell'anno, infatti, per tutta la provincia di Lucca sono state presentate circa 70 domande di cassa integrazione in deroga. A conferma che il calo dei consumi è costante, ovunque, dalla Piana alla Versilia. Di pari passo, però, Ascom - conferma il presidente provinciale, Ademaro Cordoni nella relazione annuale all'assemblea di categoria - già nel 2010 ha iniziato a reagire. Per dare risposte agli imprenditori, che sempre più di frequente si rivolgono all'associazione; non a caso, nel 2010 il numero di iscritti (a livello provinciale) è aumentato di alcune centinaia e oggi Confcommercio, in Lucchesia rappresenta 4.300 persone. Due i fronti, sui quali l'associazione si muove: il turismo che ha numeri importanti non solo in Versilia e la richiesta di contributi pubblici. CASSA INTEGRAZIONE Tutelare i lavoratori, senza affossare le aziende; è questo l'obiettivo di Ascom, quando avalla il ricorso alla cassa integrazione in deroga. Sia in caso di riduzione settimanale dell'orario, sia in caso di sospensione dell'incarico per periodi più lunghi. In accordo con i sindacati - dice Cordoni - sono state «snellite le procedure di ricorsso agli ammortizzatori sociali e sono state predisposte circa 120 richieste. Il trend anche per il 2011 appare negativo, visto che in questa prima parte dell'anno sono state presentate circa 70 domande». La crisi - analizza Cordoni - riguarda soprattutto il settore dei pubblici esercizi, «ma sta colpendo anche il commercio tradizionale. Questo un po' ovunque. Abbiamo anche imprese di distribuzione con una decina di addetti, che hanno avuto bisogno della cassa integrazione per un paio di dipendenti». L'ABUSIVISMO Basta ai controlli concentrati sulle aziende in regola. Secondo Cordoni, e quindi, secondo l'Ascom, è arrivato il momento che le autorità si occupino del fenomeno dell'abusivismo che strangola la categoria, in tutti i settori; dai pubblici esercizi, che devono difendersi dalla concorrenza sleale delle sagre o dei circoli, alle strutture ricettive minacciate da falsi agriturismi. «Attraverso Rete Impresa Italia, una rete fra tutte le associazioni delle categorie produttive - conferma Cordoni - stiamo studiando un nuovo convegno sull'abusivismo, vista la presenza di strutture ricettive irregolari e circoli, sagre e falsi agriturismi, che svolgono con prevalenza attività di ristorazione e nei servizi, infine, l'attività abusiva degli pseudo mediatori e attività di consulenza in genere. Tutti i nostri settori sono colpiti da questo fenomeno, che prospera al di fuori delle regole e che le autorità, fino ad ora, non sono riuscite a colpire».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google