Tappeti di segaturaper il Corpus domini
Marco Pomella
Dai tappeti più moderni e dai toni sgargianti a quelli più classici con tonalità più tenui. Come sempre, stupore e meraviglia tra la tanta gente accorsa ad ammirare i tappeti di pula.
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Il volto di Nelson Mandela e quello di Giuseppe Mazzini, la Statua della Libertà e un contadino al lavoro, l'abbraccio affettuoso di due giovani amanti e la fiamma olimpica. Sono stati numerosi i modi in cui i diversi gruppi di tappetari hanno dato una propria connotazione al tema scelto per l'edizione 2011 del Corpus Domini, quello della Speranza. La sensibilità religiosa era palese in tutte le opere, ma ognuno l'ha interpretata a modo suo.
Suscitando, come sempre, stupore e meraviglia tra la tanta gente accorsa ad ammirare i tappeti di pula.
Dai tappeti più moderni e dai toni sgargianti a quelli più classici con tonalità più tenui. Come ogni anno la tradizione a Camaiore si è rinnovata, la notte prima delle processione, quando centinaia di persone sono scese in strada ad ammirare la lunga lavorazione fatta di telai montati uno sull'altro, setacci e quintali di segatura colorata.
Ogni gruppo ha scelto una sfaccettatura dello stesso tema. La "speranza nell'agricoltura" per la Badia, nell'ecologia per Palinsensto, nella Chiesa per Baita Film. Ispirato alle celebrazioni del centenario dell'Unità di Italia il tappeto di Palinsesto. Un'opera molto suggestiva sulla quale spiccavano i volti, tra gli altri, di Mazzini, Cavour e Garibaldi: è la speranza nella politica.
Scelgono il mondo dei giovani i ragazzi delle medie Pistelli. Un bellissimo tappeto (ogni anno gli studenti che partecipano affinano sempre più le loro tecniche) con richiami a fatti tristi della cronaca: le stragi di Alessandria di Egitto, le persecuzioni di cristiani in Iraq, la morte di Vittorio Arrigoni.
Per Porta Nuova la speranza passa dallo sport (una grande fiamma olimpica e colombe della pace), mentre Crea si concentra sul mondo degli anziani e Greenaway Production sulla famiglia. Quest'ultimo è quello intorno al quale abbiamo ascoltato i commenti più entusasti tra i visitatori. La speranza passa attraverso le religioni per Fuori Porta Lombricese e dal lavoro per La Torre. Per Sesto Lucchese invece la speranza è nella pace, e il suo volto è quello di Mandela, di Bob Marley, di Madre Teresa, di Kennedy e del Cristo risorto.
Due i gruppi che si sono distinti per tecnica e soprattutto materiale usato. Sono gli infioratori delle medie Pistelli e del Gruppo Versiliese. Per loro la speranza è in Gesù, e la sua rappresentazione in terra diventano i volti di don Damiano e don Andrea.
C'è chi alla realizzazione del tappeto ha affiancato un po' di intrattenimento. Come i ragazzi di Baita Film: mentre alcuni erano intenti a setacciare con meticolosità la segatura attrarso i telai in legno, altri strimpellavano una chitarra. Ma soprattutto i tappetari del Palio dell'Assunta: focaccina calda per chiunque passase davanti la loro opera.
Unica nota dolente della nottata (e del mattino successivo, prima della processione religiosa) il ridottissimo spazio per il passaggio dei visitatori. Sia via di mezzo che via XX Settembre infatti erano occupate (giustamente) per tre quarti dal tappeto e dai loro artisti. Era stato lasciato un corridoio transennato per passare, ma tra fioriere e vasi il passaggio era troppo ridotto. E questo nonostante don Damiano avesse chiesto in tutti i modi e quasi in tutte le lingue di rimuovere, almeno per una notte, i vasi dalle strade. Quasi nessuno, nè i negozi nè tantomeno il Comune, lo ha purtroppo ascoltato.
Suscitando, come sempre, stupore e meraviglia tra la tanta gente accorsa ad ammirare i tappeti di pula.
Dai tappeti più moderni e dai toni sgargianti a quelli più classici con tonalità più tenui. Come ogni anno la tradizione a Camaiore si è rinnovata, la notte prima delle processione, quando centinaia di persone sono scese in strada ad ammirare la lunga lavorazione fatta di telai montati uno sull'altro, setacci e quintali di segatura colorata.
Ogni gruppo ha scelto una sfaccettatura dello stesso tema. La "speranza nell'agricoltura" per la Badia, nell'ecologia per Palinsensto, nella Chiesa per Baita Film. Ispirato alle celebrazioni del centenario dell'Unità di Italia il tappeto di Palinsesto. Un'opera molto suggestiva sulla quale spiccavano i volti, tra gli altri, di Mazzini, Cavour e Garibaldi: è la speranza nella politica.
Scelgono il mondo dei giovani i ragazzi delle medie Pistelli. Un bellissimo tappeto (ogni anno gli studenti che partecipano affinano sempre più le loro tecniche) con richiami a fatti tristi della cronaca: le stragi di Alessandria di Egitto, le persecuzioni di cristiani in Iraq, la morte di Vittorio Arrigoni.
Per Porta Nuova la speranza passa dallo sport (una grande fiamma olimpica e colombe della pace), mentre Crea si concentra sul mondo degli anziani e Greenaway Production sulla famiglia. Quest'ultimo è quello intorno al quale abbiamo ascoltato i commenti più entusasti tra i visitatori. La speranza passa attraverso le religioni per Fuori Porta Lombricese e dal lavoro per La Torre. Per Sesto Lucchese invece la speranza è nella pace, e il suo volto è quello di Mandela, di Bob Marley, di Madre Teresa, di Kennedy e del Cristo risorto.
Due i gruppi che si sono distinti per tecnica e soprattutto materiale usato. Sono gli infioratori delle medie Pistelli e del Gruppo Versiliese. Per loro la speranza è in Gesù, e la sua rappresentazione in terra diventano i volti di don Damiano e don Andrea.
C'è chi alla realizzazione del tappeto ha affiancato un po' di intrattenimento. Come i ragazzi di Baita Film: mentre alcuni erano intenti a setacciare con meticolosità la segatura attrarso i telai in legno, altri strimpellavano una chitarra. Ma soprattutto i tappetari del Palio dell'Assunta: focaccina calda per chiunque passase davanti la loro opera.
Unica nota dolente della nottata (e del mattino successivo, prima della processione religiosa) il ridottissimo spazio per il passaggio dei visitatori. Sia via di mezzo che via XX Settembre infatti erano occupate (giustamente) per tre quarti dal tappeto e dai loro artisti. Era stato lasciato un corridoio transennato per passare, ma tra fioriere e vasi il passaggio era troppo ridotto. E questo nonostante don Damiano avesse chiesto in tutti i modi e quasi in tutte le lingue di rimuovere, almeno per una notte, i vasi dalle strade. Quasi nessuno, nè i negozi nè tantomeno il Comune, lo ha purtroppo ascoltato.
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