Sicurezza
Balneari, ora c'è l'incubo-Comunitaria
Luca Cinotti
La legge in approvazione alla Camera cancellerà il rinnovo automatico delle concessioni
3 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. Il nuovo incubo dei balneari si chiama legge comunitaria. Quella che cancellerebbe il rinnovo automatico delle concessioni. Il documento arriverà in discussione alla camera domani. E - nelle sua versione attuale, al netto di eventuali emendamenti - prevede, all'articolo 21 la cancellazione del cosiddetto 6+6: vale a dire il rinnovo automatico delle concessioni alla scadenza del periodo di validità di sei anni. Un colpo che, secondo una buona fetta dei balneari, rappresenterebbe l'ultima parola sulla questione delle aste - o gare a evidenza pubblica, che dir si voglia. L'abolizione del rinnovo automatico viene giustificata con la necessità di chiudere una volta per tutti la famigerata procedura di infrazione dell'Unione Europea. Si tratterebbe, in realtà del secondo passo. Il primo, infatti, fu compiuto nel milleproroghe 2009, cancellando il diritto di insistenza dal codice della navigazione, vale a dire la "preferenza" che allo scadere veniva accordata al concessionario uscente. L'Unione Europea, con la messa in mora complementare, contestò però che rimaneva in piedi il rinnovo automatico: abbastanza, per Bruxelles, per vanificare la portata della direttiva Bolkestein. E così la comunitaria 2010, a un passo dall'approvazione, ha previsto anche la cancellazione di questo secondo "paracadute" a favore dei concessionari balneari. I titolari di bagni, d'altra parte, stanno cominciando a organizzarsi e a discutere, sfruttando soprattutto Internet. La loro paura, infatti, è che venendo meno anche il rinnovo automatico, perda di valore anche la possibile deroga dalla Bolkestein che il Governo potrebbe contrattare con l'Unione europea. Insomma: inutile uscire dall'ambito di applicazione dlela Bolkestein se poi, alla scadenza di una concessione quest'ultima viene comunque rimessa "in gioco". Da parte loro, i sindacati più importanti (Sib e Fiba) ribadiscono l'importanza di uscire dalla procedura di infrazione con la legge comunitaria «per favorire un confronto sereno e, ci auguriamo, costruttivo sull'uscita della categoria dalla direttiva Bolkestein». Parole che mettono in allarme i balneari del "Comitato No alle aste", secondo i quali questo potrebbe significare un avvicinamento pericoloso alle idee del ministro Raffaele Fitto. Che, d'altra parte, con i vertici dei sindacati e con gli assessori al turismo di due regioni (Abruzzo ed Emilia) si è già incontrato, in una versione "ridotta" (qualcuno dice: clandestina) del famoso "tavolo Fitto". Quello che - secondi molti - porterebbe dritti dritti alle aste. Quali le possibili vie d'uscita? Molti balneari chiedono che la deroga venga accompagnata dal mantenimento del rinnovo automatico. E che - nello stesso tempo - nella legge comunitaria vengano reintrodotti gli emendamenti favorevoli che sono stati "cassati" dopo lo stralcio di parte del decreto sviluppo. Ma la situazione - se possibile - è ancora più complicata. In Liguria, infatti, è nato il consorzio "Obiettivo spiagge". Che - fra i suoi scopi - ha anche quello di partecipare a gare a evidenza pubblica anche per concessioni di non consorziati. Uno sviluppo che, a molti balneari, non piace proprio per niente.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
