Finanza
La giunta deve andare a casa
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Il consiglio comunaleAll'opposizione qualcuno pensa allo sciopero generale
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VIAREGGIO. «Dobbiamo mandare via la giunta comunale!». Con questo pensiero si è riunita ieri a mezzogiorno presso la saletta dei consiglieri del comune di Viareggio tutta l'opposizione. Il clima è incandescente e i problemi da risolvere sono tanti, ma i rappresentanti hanno un'idea sola: cacciare il sindaco Lunardini. Attorno al tavolo è seduta un'opposizione unita che a gran voce critica: l'addizionale Irpef - che prevede un aggravio mensile di circa 8,5 euro per i titolari di redditi superiori a 13.000 euro - il rincaro della Tia - un +19% che, a detta della giunta comunale, non sarà così influente - i tagli previsti alle manifestazioni culturali e, infine, l'inadeguatezza delle politiche sociali.
Ad aprire le danze è Glauco Dal Pino - segretario del PD di Viareggio - il quale introduce queste problematiche denunciando una «situazione economico-politico surreale dove c'è un'amministrazione del tutto priva di logica, fuori tempo massimo per la presentazione del bilancio e decisa a colpire i meno abbienti con un aumento indiscriminato delle tasse». Aumento che colpirà (ovviamente) i ceti medio-bassi e che non sorprende Cristian Rossi - segretario di Rifondazione Comunista - che ritiene di «non aver mai visto un'amministrazione così incapace e responsabile in tre anni, solo di aver arrecato danni alla città». «Partendo dai 60.000 euro persi per le concessioni balneari - continua il duro attacco di Rossi - fino all'incapacità di recepimento delle risorse finanziarie necessarie all'amministrazione stessa, l'arrivo del Commissario prefettizio - previsto nel caso in cui il bilancio non venga approvato entro il 30 giugno - appare l'unica speranza per impedire a questa giunta di creare ulteriori problemi nei prossimi due anni». Sembra una situazione di non ritorno, nella quale però, oltre a un fronte opposto compatto per cacciare Lundardini e il suo entourage, non emergono proposte concrete per la risoluzione dei problemi, solo critiche.
L'esponente di Sinistra, Ecologia e Libertà Cristina Boncompagni, si chiede se dopo il fallimento della vendita della Cittadella, non sia a rischio anche la Torre Matilde. «Il pericolo c'è - continua la Boncompagni - visto che oltre al blocco totale delle spese per il sociale - il riferimento, chiaro, è alle politiche sulla casa - e alla particolare vocazione anticultura caratteristica della giunta, si è pronti a tutto pur di risanare il buco di 6 milioni». Una proposta arriva con le conclusioni dell'ex-senatore Milziade Caprili e si concentra essenzialmente sul problematico (e non ancora approvato) bilancio di previsione: Caprili assicura che la sinistra preparerà emendamenti chiari (non solo ideologici) sulle risorse e la dislocazione delle stesse, diretti a colpire la maggioranza e a ripristinare questo bilancio, che viene definito «un'offesa sociale allo sviluppo della città». Ma Rossi insiste: bisogna arrivare allo sciopero generale.
Ad aprire le danze è Glauco Dal Pino - segretario del PD di Viareggio - il quale introduce queste problematiche denunciando una «situazione economico-politico surreale dove c'è un'amministrazione del tutto priva di logica, fuori tempo massimo per la presentazione del bilancio e decisa a colpire i meno abbienti con un aumento indiscriminato delle tasse». Aumento che colpirà (ovviamente) i ceti medio-bassi e che non sorprende Cristian Rossi - segretario di Rifondazione Comunista - che ritiene di «non aver mai visto un'amministrazione così incapace e responsabile in tre anni, solo di aver arrecato danni alla città». «Partendo dai 60.000 euro persi per le concessioni balneari - continua il duro attacco di Rossi - fino all'incapacità di recepimento delle risorse finanziarie necessarie all'amministrazione stessa, l'arrivo del Commissario prefettizio - previsto nel caso in cui il bilancio non venga approvato entro il 30 giugno - appare l'unica speranza per impedire a questa giunta di creare ulteriori problemi nei prossimi due anni». Sembra una situazione di non ritorno, nella quale però, oltre a un fronte opposto compatto per cacciare Lundardini e il suo entourage, non emergono proposte concrete per la risoluzione dei problemi, solo critiche.
L'esponente di Sinistra, Ecologia e Libertà Cristina Boncompagni, si chiede se dopo il fallimento della vendita della Cittadella, non sia a rischio anche la Torre Matilde. «Il pericolo c'è - continua la Boncompagni - visto che oltre al blocco totale delle spese per il sociale - il riferimento, chiaro, è alle politiche sulla casa - e alla particolare vocazione anticultura caratteristica della giunta, si è pronti a tutto pur di risanare il buco di 6 milioni». Una proposta arriva con le conclusioni dell'ex-senatore Milziade Caprili e si concentra essenzialmente sul problematico (e non ancora approvato) bilancio di previsione: Caprili assicura che la sinistra preparerà emendamenti chiari (non solo ideologici) sulle risorse e la dislocazione delle stesse, diretti a colpire la maggioranza e a ripristinare questo bilancio, che viene definito «un'offesa sociale allo sviluppo della città». Ma Rossi insiste: bisogna arrivare allo sciopero generale.
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