Il Tirreno

Versilia

L’assessore al bilancio Pardini punta l’indice sulla montagna di debiti fatti dal centrosinistra

Ecco perchè il ritocco dell'Irpef

I banchi della giunta di centrodestra guidata da Luca Lunardini
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I banchi della giunta di centrodestra guidata da Luca Lunardini

Ai sindacati: «Solo noi abbiamo dato la caccia ai furbetti»

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 VIAREGGIO. «La definitiva versione del regolamento sulladdizionale Irpef, se verrà approvata dal consiglio comunale, introduce un aggravio per i titolari di redditi superiori a 13.000 euro (la fascia di esenzione prevista è di questo importo) che equivale a circa 8,5 euro mensili, pari al costo di due pacchetti di sigarette o 8 caffé». Cerca di tradurre in soldoni, e ovviamente di difendere il provvedimento, l'assessore alle finanze Francesca Pardini. «Una decisione presa non certo a cuor leggero ma dettata dalle condizioni generale delle casse comunali. La città, lasciata in ginocchio dalle amministrazioni di centro sinistra, con un disavanzo strutturale tra entrate correnti e spese correnti di circa 11 milioni di euro per i troppi debiti contratti (anche nel 2010 sono state rimborsate rete di mutui per 18,5 milioni di euro) può tradurre quei due pacchetti di sigarette (che nuociono gravemente alla salute) in agevolazioni e servizi ivi compreso il decoro, la sicurezza e l'aiuto ai più deboli».  L'assessore replica anche ai sindacati. «Incomprensibile l'affermazione dei sindacati che sostengono che ad avvantaggiarsene sono i "furboni che evadono le tasse", visto che la prima amministrazione a Viareggio che si preoccupa che le agevolazioni, gli aiuti e le esenzioni giungano a chi ne ha effettivamente bisogno è proprio l'amministrazione Lunardini, l'unica che si è data (e continuerà a darsi) la pena di effettuare i necessari controlli».  Pardini fa anche un po' di storia dell'addizionale Irpef viareggina. «E' bene ricordare che l'attuale funzionamento dell'addizionale irpef del Comune fu introdotto nell'aprile del 2007 a seguito di un emendamento a firma dell'allora sindaco Marcucci, in spregio al parere sfavorevole del ragioniere capo del Comune dottor Carlo Bozzi e del parere sfavorevole del Ministero dell'Economia e delle finanze (nota del 19 aprile 2007). Si legge in particolare sul parere del dott. Bozzi che l'emendamento in questione "introduce un metodo operativo dell'esenzione che non appare in linea con il dettato della norma in quanto introduce di fatto una franchigia...". In sostanza, si espone l'ente a contenziosi. Il Ministero invece, nella nota sopra citata, consiglia esplicitamente ai comuni in primo luogo di adottare un'unica aliquota e una sola soglia di esenzione al fine di garantire: la massima gestibilità delle operazioni connesse all'applicazione del tributo; la semplificazione degli adempimenti a carico di tutti i soggetti coinvolti; di evitare agli uffici comunali defatiganti e complesse attività di verifica e di controllo. In secondo luogo di disporre eventuali politiche di salvaguardia di particolari fasce della popolazione attraverso specifiche agevolazioni su altri tributi di propria competenza. Consultando l'elenco dei comuni italiani con le relative addizionali deliberate si nota facilmente che sono diversi i comuni (piccoli e grandi e con amministrazioni di centro sinistra e di centro destra) che applicano un'addizionale dello 0,80 e che non hanno deliberato alcuna soglia di esenzione (vedi ad esempio Montecatini comune di centro sinistra)».

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