Gioco
Accordo fra Asl e Arpat per studiare i tumori intorno all'inceneritore
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INCENERITORE. Parte lindagine condotta da Asl e Arpat su tumori e malattie nellarea vicina a Falascaia L'agenzia fornirà l'indicazione dell'area che è stata interessata dalle emissioni dell'impianto
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PIETRASANTA. Era il documento che mancava per poter far entrare, finalmente, nel vivo l'indagine epidemiologica sugli effretti dell'inceneritore del Pollino: la convenzione fra l'Asl e l'Arpat è stata firmata dai responsabili dei due enti e permetterà di cominciare a raccogliere dati per capire quali siano state le conseguenze sulla salute dei due impianti che si sono succeduti sul sito del Pollino. In particolare, ora l'Arpat potrà individuare l'area interessata dalle emissioni, all'interno della quale l'Asl "estrarrà" i dati su morti e malattie. Secondo quanto previsto dalla convenzione, l'Arpat offrirà il supporto tecnico-scientifico richiesto dalla Asl, nel rispetto degli indirizzi del Comitato scientifico di garanzia costituito da esperti di livello nazionale e regionale nei settori dell'epidemiologia ambientale, della sanità pubblica, delle emissioni da impianti di termovalorizzazione dei rifiuti e delle dispersione degli inquinanti in atmosfera. Bisognerà stimare, tramite appositi calcoli, quale sia stata la dispersione delle sostanze inquinanti emesse in atmosfera da parte dell'impianto di termodistruzione dei rifiuti solidi urbani di Falascaia, nella configurazione in esercizio tra il 1974 e il 1988 e nella configurazione in esercizio tra il 2002 e il 2011 (anche se l'impianto, lo ricordiamo, è sotto sequestro dalla scorsa estate). Le attività dell'Arpat si svilupperanno attraverso la ricerca, l'acquisizione e la rielaborazione dei dati emissivi dell'impianto nelle due configurazioni. Ma anche acquisizione e rielaborazione dei dati meteorologici rappresentativi della zona in cui è collocato l'impianto. Saranno poi messe a punto elaborazione e post-elaborazione delle simulazioni di dispersione, sia in termini di concentrazioni in aria ambiente che di deposizione al suolo delle sostanze e della redazione di due relazioni tecniche, preliminare e finale. L'attività sarà suddivisa in due fasi (preliminare e di approfondimento), d'intesa tra i responsabili di progetto delle parti, che verranno concluse con due relazioni autonome. Per Arpat l'attività scientifica sarà di responsabilità del dottor Augusto Barbaro, quella relativa al procedimento amministrativo del dottor Marco Pellegrini. Per la Asl 12 responsabile dell'attività scientifica sarà il dottore Stefano Pieroni, responsabile dell'Unità funzionale complessa "Igiene e Sanità Pubblica", mentre responsabile del procedimento amministrativo sarà il dottor Giuliano Angotzi, direttore del Dipartimento di Prevenzione.
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