Il Tirreno

Versilia

Una doppia precisazione dal cantiere e dall’avvocato del comandante del megayacht da 60 metri

«Mai insabbiato lo yacht dei fratelli Rossi»

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 VIAREGGIO. Non si era insabbiato davanti al porto il mega yacht, di cui era stata data notizia su queste colonne nell'edizione del 21 scorso. La rettifica è richiesta dallo studio legale dell'avv. Antonio Massari, «per incarico della Cantiere Navale F.lli Rossi srl. la quale precisa «che nell'occasione, l'imbarcazione in questione, in fase di collaudo degli impianti di bordo, non si è mai insabbiata, ma si è volontariamente fermata a 1,5 miglia a ovest del porto di Viareggio, per completare i test degli impianti in fase di "nave alla fonda" e, una volta terminate le operazioni è entrata in porto senza incontrare problemi». La precisazione viene sollecitata «al fine di "controbilanciare" il titolo dell'articolo e la successiva menzione di un "blocco" dell'imbarcazione che, se non contrastati, potrebbero indurre i committenti a ritenere che si sia verificato un incidente potenzialmente dannoso, l'insabbiamento, e quindi avanzare istanze di verifica, il cui costo sarebbe particolarmente elevato».  In pproposito ci è pervenuta, tramite l'avv. Ivan Marchetto, anche la dichiarazione del Comandante dello Yacht, Enzo Paolini, il quale ricorda che si trovava «nel tratto di mare tra la Spezia e Viareggio per le prove in mare della FR020. Alle 15, giunto in prossimità del Porto di Viareggio, rilevavo che le condizioni metereologiche non erano tali da consentire l'ingresso in porto e stante la necessità di completare le prove in mare dello yacht in condizioni di "nave all'ancora" ho "dato fondo" e sono rimasto fermo innanzi all'imboccatura tra le 15 e le 17». Il comandante Paolini, precisa, inoltre, «che sull'imbarcazione erano presenti tutti i tecnici dei Cantieri Rossi, il personale addetto e l'equipaggio dell'armatore. Alle 16:30 sono stato avvicinato da un gommone della Capitaneria che si informava del motivo del nostro stazionamento. Alle 17 ho avviato i motori e sono entrato in Porto. Alle 180 lo yacht si trovavo ormeggiato presso la banchina Natino. Durante le predette manovre non ho incontrato alcun problema né tantomeno lo yacht si è insabbiato».  Poiché le notizie contenute nell'articolo del 21 «hanno leso la mia persona e la mia professionalità ho affidato ai miei legali Avv. Ivan Marchetto e Avv. Debora Ianniello la gestione della tutela dei miei diritti autorizzando gli stessi ad intraprendere ogni possibile azione giudiziaria nei confronti dei responsabili».

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di Redazione web