Il Tirreno

Versilia

E la città natale del Maestro pensa già a costruirsi un nuovo teatro da 1.500 posti

Dai diritti soldi per il Pucciniano

Dai diritti soldi per il Pucciniano

L'idea del sindaco di Lucca Favilla dopo la transazione col Demanio

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VIAREGGIO. Fondi per produrre le opere al Pucciniano A questo - ha annuncia il sindaco di Lucca Mauro Favilla - dovrebbe servire una parte dei diritti di autore ancora attivi sulle opere del Maestro (Fanciulla del West e Turandot), destinati alla (lucchese) Fondazione Puccini. L'idea si basa sul fatto che - in base alla proposta di transazione avanzata dall'Agenzia del Demanio al Comune di Lucca - i diritti d'autore verrebbero riscossi fino al 2024. E che, anche nel periodo finale, dovrebbero ammontare ad alcune centinaia di migliaia di euro l'anno, se non proprio a 600mila euro, come la Fondazione prevede di incassare non appena la transazione sarà chiusa. «La destinazione dei diritti d'autore - dice Favilla - dovrà essere discussa con i vari soggetti ed enti interessati, tuttavia una parte dei fondi - che finirà sul bilancio corrente della Fondazione Puccini - verrà destinata a supportare iniziative culturali legate al Maestro, ma anche le attività teatrali. E cioè la produzione di opere di Puccini non solo al Giglio, ma anche in Versilia (al festival Pucciniano) e nei teatri storici della provincia, a cominciare dall'Alfieri di Castelnuovo». In questo modo, soprattutto in inverno, si eviterebbe che la produzione lirica pucciniana fosse limitata a un paio di date l'anno (come La Bohème in scea al Giglio a novembre) o addirittura che mancasse dal cartellone del principale teatro della città, com'è successo spesso con la passata gestione. Sarebbe una sorta di "contentino" per l'altra partita risolta dalla transazione con il demanio, vale a dire il passaggio della villa del Maestro a Marco Polo in mani lucchesi.  Oltre a sostenere la produzione di opere e gli eventi culturali della Fondazione Puccini, i diritti d'autore dovrebbero servire anche a colmare un'altra lacuna della lirica lucchese: realizzare un teatro con dimensioni e acustica adatte alla musica di Giacomo Puccini, secondo quanto chiedono alcuni degli artisti più famosi del mondo, lucchesi di nascita o di adozione.  Favilla, che è presidente di diritto della Fondazione Puccini, sa bene che se avesse un teatro di almeno 1.500 posti, con un'acustica adeguata alla lirica, avrebbe grandi direttori d'orchestra disposti a dirigere nella città natale di Giacomo Puccini, da Omer Welber, il maestro israeliano che ha acquistato casa in città, a Nicola Luisotti, il maestro viareggino, direttore musicale dell'Opera house di San Francisco che ha appena debuttato con successo alla Scala di Milano.  «Una volta che l'arrivo dei diritti d'autore sarà confermato - aggiunge Favilla - ragioneremo anche sulla possibilità di realizzare un nuovo teatro adatto alla musica di Puccini, potendo contare su un'entrata fissa, necessaria per ammortizzare i costi di costruzione. Invece, le entrate da diritti d'autore arretrati verranno utilizzate subito per consolidare il capitale della fondazione Puccini». Certo - conclude Favilla - la transazione «è meno favorevole della proposta che il Comune aveva avanzato. Ma accettandola senza cambiare neppure una virgola, abbiamo la speranza di chiudere l'accordo in tempi brevi. Obiettivo che mai avremmo raggiunto se ci fossimo lasciati trascinare in una causa civile».

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