Il Tirreno

Versilia

Miss Italia contro i trans di Torre del Lago

Martina Ambrogi
Miss Trans Italia sfila al Carnevale di Viareggio A destra: Patrizia Mirigliani
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Miss Trans Italia sfila al Carnevale di Viareggio A destra: Patrizia Mirigliani

La diffida della patronne Mirigliani agli organizzatori di miss Trans: copiato il marchio

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 VIAREGGIO. «Vi diffido a cessare immediatamente ogni e qualsiasi iniziativa diretta alla promozione e alla realizzazione di un concorso di bellezza dal nome "Miss Trans Italia"». Firmato, Patrizia Mirigliani, numero uno della società Miren e patron di Miss Italia. Un fax di protesta, pronto ad infiammare la già calda estate versiliese, in cui l'organizzatrice della storica competizione tra reginette si scaglia contro il concorso ideato da Regina Satariano, da qualche anno appuntamento di fine stagione della Marina di Torre del Lago.  Colpevole di aver violato «oltre ai diritti di privativa delle società Miren srl e Miss Italia srl - si legge nella missiva - anche le norme poste a tutela della concorrenza per l'evidente abusivo sfruttamento della notorietà dei marchi delle due società e per la conseguente idoneità dello stesso ad ingenerare confusione nel pubblico». In questa bagarre tra fasce, scettri e corone arriva la risposta dell'ideatrice dell'ormai celebre "Miss Trans Italia".  «Quando ho letto il fax - afferma Regina - mi è venuto da ridere. La signora Mirigliani ha probabilmente bisogno di visibilità ed ha tirato fuori questa polemica che, sinceramente, mi aspettavo 19 anni fa. Ma forse ai tempi eravamo insignificanti, oggi invece...». Il concorso di bellezza riservato ai transessuali nacque, infatti, nel 1992, come risposta all'esclusione di una ragazza campana, Lisa Visconti, da Miss Italia, perché trans. Da quell'episodio venne introdotto nel regolamento del concorso ideato dal patron Mirigliani un articolo, in cui si specificava la necessità di essere biologicamente nate donne. Ecco, che per protesta fece la sua comparsa sul palcoscenico nazionale una nuova competizione, senz'altro meno casta di quella che domina ormai da 71 anni il palinsesto della Rai: Miss Trans Italia. Edizione dopo edizione il concorso riservato ai transessuali è cresciuto, ottenendo la sua importanza e diventando un evento, che ha la sua location al "Priscilla Caffè" sulla Marina di Torre del Lago. Uomini all'anagrafe, ma donne ormai nella vita di tutti i giorni, anche se molte preferiscono non modificare del tutto la loro identità (non la più intima perlomeno), arrivano alla finalissima versiliese (quest'anno l'evento è fissato il 27 agosto), dopo un'accurata selezione che guarda non solo ai corpi statuari in costumi sgambati e sgargianti. La volontà è, infatti, quella di accendere i riflettori sul mondo transessuale e sulle sue sempre crescenti problematiche. E i risultati si vedono, eccome. Milioni e milioni gli accessi al sito e tantissimi gli ospiti vip, che da anni presenziano la manifestazione: da Vladimir Luxuria, che nel 2010 curò la direzione artistica, a Paolo Ruffini, da Fabio Canino a Franco Grillini, da Eva Robin's a Manila Gorio. Ma la polemica con Patrizia Mirigliani non scompone Regina che, anzi, lancia all'organizzatrice un'interessante e provocatoria proposta. «Miss Italia ha bisogno di aggiungere un po' di pepe - spiega Regina - altrimenti rischia il flop. Io mi metto a disposizione della signora Mirigliani, offrendogli l'opportunità di collaborazione, per inserire anche i transessuali all'interno del suo concorso».  Non resta che attendere la risposta del patron di Miss Italia, che già lo scorso anno ebbe a che fare con lo scandalo (vero e presunto) sulla concorrente trans - poi individuata nella miss Lazio, Alessia Mancini - che vide scatenare una vera caccia all'uomo, accontentando gli amanti dello scandalo e del gossip e che portò la stessa Mirigliani a valutare la modifica del regolamento, in base al quale le partecipanti devono essere donne di nascita. Un segnale per l'apertura dello storico concorso anche ai transessuali? Intanto, c'è da risolvere questa contestazione dell'utilizzo improprio del nome e del marchio del concorso.  «Domani - afferma Antonio Nigrelli, titolare del portale di Miss Trans Italia "Piccole Trasgressioni" - avremo l'incontro al Deposito Marchi per fare le dovute verifiche. Ma il nome e il logo sono completamente diversi da quelli di Miss Italia ed il rischio di confondersi non esiste proprio».

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di Redazione web