Attenzione
Sono tornati i ladri di biciclette
Stefania Garruto
Ovunque segnalazione di furti: c'è chi è stato derubato anche tre volte
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VIAREGGIO. Sono tornati i ladri di biciclette. E non stiamo parlando, purtroppo, del celebre film di Vittorio De Sica, capolavoro del Neorealismo, bensì della triste realtà dell'estate viareggina. Triste per chi viene derubato, ma anche per chi ruba 'ste bici, visto che non sembra un business milionario quello di portare via le due ruote per rivenderle oppure «cannibalizarle» (prendere i pezzi più pregiati e piazzarli come ricambi a prezzi stracciati). Ma insomma Viareggio è il paradiso dei ladri di biciclette? A distanza di una sola settimana dal furto avvenuto in un'abitazione all'angolo tra via Vespucci e via Battisti di fronte alla Pineta di Ponente, per mano di due quattordicenni, la situazione non sembra cambiata. Solo tre giorni fa scrivevamo di Giuseppe Brunini, titolare del Blu Bar in via Paladini al Varignano, arrabbiato dopo che gli avevano rubato dall'abitazione in via Minghetti ben 3 biciclette. «Non è per il valore di quello che hanno portato via - ci aveva raccontato - ma per il fatto che siamo stufi di subire continuamente furti. «Non ne possiamo più, credevo che in questa zona, vicino all'Aurelia, dove sono andato ad abitare da poco in case di nuova costruzione non ci fossero questi problemi, ed invece, non solo io, ma anche altri vicini hanno subito furti». E' evidente che il problema della sicurezza non è stato risolto e che il fenomeno dei furti è in aumento, specialmente in questa stagione, quando forse è più facile vendere una bici. Ma quello che sorprende è la totale libertà d'azione dei ladri che non sembrano avere limite d'orario - il furto di lunedì è avvenuto alle 13, in pieno giorno, davanti agli occhi di tutti - nè di luogo. I parcheggi della stazione e degli stabilimenti balneari sono i luoghi che più subiscono questa situazione, ma, a quanto pare, nessuna zona di Viareggio è ormai esclusa. Dalla pineta del Marco Polo alla Darsena, dalle principali arterie di comunicazione al porto, fino agli edifici privati e alle abitazioni, le bici spariscono ad ogni ora del giorno e della notte. I modus operandi variano a seconda del ladro, ma l'ipotesi più comune - tra quelle formulate dai derubati - è quella classica per cui viene forzato il lucchetto di una o più bici per poi portarle via successivamente. Altricome riscontrato dal comando dei Vigili Urbani - si servono dell'ausilio di un motorino, preoccupandosi di non farsi vedere e non perdere troppo tempo. Svanita la possibilità di ritrovare l'oggetto rubato, alle vittime inermi dei furti - e non solo a loro - resta da chiedersi che fine facciano queste ricercatissime biciclette. Molti ritengono colpevoli dei furti quasi esclusivamente gli extracomunitari, in particolare quelli che popolano la pineta del Marco Polo durante la notte, la maggior parte dei quali appunto, in sella ad una bici; ma i cittadini pensano anche ad un ipotetico mercato nero delle bici nel quale queste ultime vengono semplicemente verniciate di un colore diverso e vendute. L'ultima speranza per chi è rimasto a piedi, restano i due depositi esistenti, uno per le biciclette rinvenute, l'altro per quelle rimosse, proprio come Piazza Vittorio e Porta Portese a Roma rappresentavano l'ultima speranza per l'uomo - era un attore preso dalla strada e si chiamava Scajola - che era rimasto senza lavoro (la bici gli era indispensbaile) nel celebre film di cui fu protagonista e raccontò al mondo l'Italia del dopoguerra. Ma qui il Dopoguerra non sembrano viverlo soltanto gli extracomunitari.
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