Gioco
Tante fiaccole accese per ricordare il disastro di Cardoso
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Il corteo con alle spalle il paese di Cardoso. Sotto: Gabrielli col presidente Baccelli 3 MINUTI DI LETTURA
CARDOSO. La fiaccolata silenziosa e la messa celebrata nella chiesa di Cardoso hanno chiuso le manifestazioni di celebrazione del 15esimo dell'alluvione in Versilia che hanno avuto il momento più toccante nella deposizione dei fiori da parte di rappresentanti Anpas, Misericordie e Croce Rossa nei luoghi della tragedia di Cardoso. L'anno scorso fu una cerimonia molto privata, che quest'anno invece, hanno seguito in moltissimi in un lungo corteo di divise arancioni dei volontari impegnati in una esercitazione di Protezione civile da venerdì sul territorio che non sono voluti mancare al corteo delle 13 che rendeva omaggio alle vittime nei luoghi della tragedia. Presenti al corteo oltre le rappresentanze di tutti i sindaci della Versilia, il Presidente della Provincia di Lucca, Stefano Baccelli, l'on. Fontanelli, la senatrice Granaiola, l'on. Carli, e tutto il vertice del Dipartimento Civile nazionale guidato da Franco Gabrielli, giunto in mattinata, accompagnato dalla responsabile della Sala Operativa, Titti Postiglione e Elvezio Galanti che ha partecipato al mattino alla commemorazione dell'alluvione al Palazzo della Cultura in Cardoso, ultimo luogo recuperato alla distruzione e pronto per essere consegnato alla cittadinanza cardosina. Una presenza importante che ha ribadito l'impegno del Dipartimento della Protezione Civile ad essere nei luoghi dei disastri anche laddove l'intervento è stato efficace e la ricostruzione è stata portata a termine senza sprechi e con la partecipazione dei cittadini. Presente anche il volontariato: tra Pontestazzemese e Cardoso 300 volontari di Anpas Toscana coordinati dal responsabile Alessandro Moni hanno allestito un campo che il capo del Dipartimento Gabrielli ha visitato congratulandosi con i volontari. In Versilia a 15 anni di distanza il territorio è in sicurezza, ma sottolineano un po' tutti ed in particolare il presidente della Provincia di Lucca, Stefano Baccelli, non si è ancora passati dalla cultura dell'intervento a quella del prevenzione. Per la messa in sicurezza del territorio della Provincia di Lucca servirebbero 500 milioni di euro secondo una stima dell'Autorità del Bacino del Serchio. Soldi che sarebbero utili a risparmiare i tanti che ogni anno invece, vengono impiegati per le somme urgenze. Le conclusioni le ha tirate il Capo Dipartimento della Protezione Civile Gabrielli che ha difeso strenuamente il lavoro del Dipartimento e dei suoi predecessori, Bertolaso e Barberi: «Se ci sono delle responsabilità personali che vengano accertate. Ma lo si faccia presto. Il credo che i miei predecessori grazie alla legislazione che fu fatta a partire dal 1992 siano la storia della Protezione Civile in Italia. Il Modello Versilia? Preferisco parlare di "percorsi" e non di modelli che danno l'idea di qualcosa di statico. Noi abbiamo bisogno di qualcosa di dinamico che stia continuamente al passo con i tempi e si migliori, imparando dalle criticità che via via si verificano. Certamente qua le cose hanno funzionato grazie a tutti. Abbiamo un sistema di protezione civile che ci invidiano: ma deve essere chiaro che non esistono i cittadini, le istituzioni, i volontari, il Dipartimento. Tutti siamo la protezione civile, ciascuno con le sue competenze».
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