Sicurezza
«Nell'area del porto si rischia la vita»
Donatella Francesconi
La denuncia dei pescatori: carichi pesanti movimentati in mezzo alle auto
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VIAREGGIO. Grande è la confusione sotto il cielo dell'area portuale. Dove si muovono, insieme, auto e mezzi da lavoro, gru con carichi sospesi, pescatori al lavoro sulle banchine, semplici passanti. La denuncia arriva dai pescatori che hanno consegnato le foto di quanto avviene alla Capitaneria di porto.
Nel corso dell'incontro con i senatori del Partito democratico, sabato mattina Giuseppe Balloni - presidente della Copes - è stato chiaro: «Se andate in porto trovate il caos». E non solo: i pescatori cui l'area è destinata, sempre più stretti dalle altre mille attività che insistono nella zona, «corrono pericoli dalla mattina alla sera» sul loro posto di lavoro.
«Abbiamo fatto le foto - continua Balloni - e le abbiamo portate al comandante della Capitaneria. Ci siamo trovati transennati, dalla mattina alla sera, senza poter neppure stendere le reti...». Per non parlare della movimentazione delle barche che avviene in mezzo alle auto e alle persone che transitano «in una condizione di insicurezza totale». E di «tutte le vernici che vengono buttate direttamente in acqua, talmente tossiche che abbiamo un ufficio - ha detto ancora Balloni - nel quale non possiamo lavorare tanto è l'odore...».
«Ho preso visione personalmente della situazione - ha sottolineato il consigliere comunale del Pd, Andrea Palestini - ed ho rilevato numerosi problemi per la sicurezza in porto. Credo sia necessario risolvere quanto prima la situazione...Altrimenti siamo pronti ad un blitz per denunciare quanto va accadendo». Pronta la risposta del comandente della guarda costiera, Pasquale Vitiello: «Sull'area esiste un'ordinanza della polizia municipale, in fase di ridefinzione in base al confronto che come Capitaneria abbiamo aperto con l'amministrazione comunale in quanto competenti per tutto quanto attiene alla sicurezza in ambito portuale».
Novità in arrivo, dunque, nell'area comunque sempre più ristretta per i pescatori. Che commentano: «Ci vogliono emerginare? Allora ci diano una zona delimitata nella quale, però, non entra nessun altro. Diversamente di quanto accade oggi, quando in porto entra davvero chiunque».
L'asta meccanizzata. Ma c'è un'altra questione che sta particolarmente a cuore ai pescatori. Quella dell'entrata in funzione dell'asta meccanizzata, considerata un elemento di tutela del loro guadagno. A fine 2009 la Provincia ha stanzaito 300mila euro per l'attuazione di tre progetti specifici per i porti. Il primo riguardava proprio l'acquisto e l'istallazione di un impianto per l'asta elettronica nel mercato ittico di Viareggio. Cifra disponibile, 99.600 euro. L'amministrazione ha espletato le procedure di gara ma è passato più di un anno e mezzo e l'asta elettronica - è la denuncia - non è ancora attiva. Il perché nessuno lo sa, scuotono la testa amareggiati i pescatori.
Nel corso dell'incontro con i senatori del Partito democratico, sabato mattina Giuseppe Balloni - presidente della Copes - è stato chiaro: «Se andate in porto trovate il caos». E non solo: i pescatori cui l'area è destinata, sempre più stretti dalle altre mille attività che insistono nella zona, «corrono pericoli dalla mattina alla sera» sul loro posto di lavoro.
«Abbiamo fatto le foto - continua Balloni - e le abbiamo portate al comandante della Capitaneria. Ci siamo trovati transennati, dalla mattina alla sera, senza poter neppure stendere le reti...». Per non parlare della movimentazione delle barche che avviene in mezzo alle auto e alle persone che transitano «in una condizione di insicurezza totale». E di «tutte le vernici che vengono buttate direttamente in acqua, talmente tossiche che abbiamo un ufficio - ha detto ancora Balloni - nel quale non possiamo lavorare tanto è l'odore...».
«Ho preso visione personalmente della situazione - ha sottolineato il consigliere comunale del Pd, Andrea Palestini - ed ho rilevato numerosi problemi per la sicurezza in porto. Credo sia necessario risolvere quanto prima la situazione...Altrimenti siamo pronti ad un blitz per denunciare quanto va accadendo». Pronta la risposta del comandente della guarda costiera, Pasquale Vitiello: «Sull'area esiste un'ordinanza della polizia municipale, in fase di ridefinzione in base al confronto che come Capitaneria abbiamo aperto con l'amministrazione comunale in quanto competenti per tutto quanto attiene alla sicurezza in ambito portuale».
Novità in arrivo, dunque, nell'area comunque sempre più ristretta per i pescatori. Che commentano: «Ci vogliono emerginare? Allora ci diano una zona delimitata nella quale, però, non entra nessun altro. Diversamente di quanto accade oggi, quando in porto entra davvero chiunque».
L'asta meccanizzata. Ma c'è un'altra questione che sta particolarmente a cuore ai pescatori. Quella dell'entrata in funzione dell'asta meccanizzata, considerata un elemento di tutela del loro guadagno. A fine 2009 la Provincia ha stanzaito 300mila euro per l'attuazione di tre progetti specifici per i porti. Il primo riguardava proprio l'acquisto e l'istallazione di un impianto per l'asta elettronica nel mercato ittico di Viareggio. Cifra disponibile, 99.600 euro. L'amministrazione ha espletato le procedure di gara ma è passato più di un anno e mezzo e l'asta elettronica - è la denuncia - non è ancora attiva. Il perché nessuno lo sa, scuotono la testa amareggiati i pescatori.
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