Il Tirreno

Versilia

«Triangolino, concessione sprecata»

Donatella Francesconi
<b>CONTESA.</b> L&#146;area del Triangolino in concessione alla Viareggio Porto
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CONTESA. L’area del Triangolino in concessione alla Viareggio Porto

La Cooperativa Minerva presenta un esposto alla Corte dei Conti contro la Viareggio Porto

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 VIAREGGIO. Quella concessione al Triangolino, per la quale la società Viareggio porto, presieduta da Alessandro Volpe, spende denaro pubblico senza utilizzarla come sarebbe dovuto «arreca gravi danni alle casse comunali». È l'esposto presentato dalla Cooperativa Minerva alla Corte dei Conti. Che punta il dito anche contro l'ufficio demanio, al quale viene imputato di non dichiarare la decadenza della concessione in carico alla Viareggio porto. «Impedendo così che l'area demaniale oggetto della concessione possa essere proficuamente utilizzata altrimenti e contribuendo a far sì che la situazione si aggravi ancora di più».  La storia è sempre la stessa: quella che ha "incartato" il destino del porto di Viareggio nella sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato la gara, e gli esiti della stessa, relativa alla parziale privatizzazione della società all'epoca (2007) presieduta da Stefano Maestrelli, oggi candidato a segretario dell'Autorità portuale che la Regione intende istituire, e poi passata nelle mani di Alessandro Volpe, ingegnere come Maestrelli.  «È dal 2007 - si legge nell'esposto - che la società concessionaria a maggioranza pubblica paga al demanio il canone annuo dovuto per nons volgere alcuna attività prevista dalla concessione finalizzata alla realizzazione dell'approdo turistico».  E non solo, continua Bertolucci: «La Viareggio porto Spa, in totale spregio dell'articolo 47 del Codice della navigazione, avrebbe chiesto di modificare lo scopo per cui la cocnessione era stata richiesta così da far svolgere, per quest'anno, eventi estivi che nulla hanno a che vedere con l'approdo turistico».  In particolare, elenca l'esposto cifra dopo cifra, nel 2007 sono stati pagati di concessione 51.882,11 euro; nel 2008, 127.687,77; nel 2009 (a conguaglio), 61.875,42; e nel 2010 la cifra è stata di 106.085,17. «Non risulta ancora pagato - continua Bonuccelli, presidente della cooperativa - il canone 2011».  L'esposto chiama in causa anche l'amministrazione Lunardini. A due anni dalla sentenza del Consiglio di Stato la nuova gara non è stata bandita, né è stato restituito il dovuto ai soci privati: «L'amministrazione comunale - scrive Bonuccelli - è rimasta inerte di fronte al lievitare dell'enerome debito, senza darsi cura di avviare prontamente la nuova selezione per la parziale privatizzazione della Viareggio Porto. Le conseguenze di tutto questo - è la conclusione nel rimettere il giudizio finale alla Corte dei Conti - ricadono sulle casse comunali e sui cittadini».  

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