Sicurezza
«Corte dei Conti, un richiamo non un rimbrotto»
Andrea Palestini consigliere Pd
◗
Andrea Palestini (Pd, a destra) con il sindaco Lunardini Palestini (Pd): dovere dell'amministrazione informare il consiglio, competente sul bilancio
2 MINUTI DI LETTURA
«Stupisce profondamente che l'assessore alle finanze Pardini ed il presidente della commissione bilancio, Peralta, non avvertano il dovere istituzionale di informare il consiglio comunale di fronte alla comunicazione della Corte dei Conti in merito all'ipotesi di pronuncia specifica sul rendiconto 2009 del Comune. Stupisce, innanzitutto, perchè il bilancio preventivo ed il rendiconto rientrano tra i compiti fondamentali del consiglio comunale. Non a caso la comunicazione della Corte è indirizzata, per conoscenza, anche al presidente dello stesso. La Corte aveva già richiesto spiegazioni in merito ad irregolarità e sintomi di disagio gestionale con una nota del 19/05/11 e, nonostante le delucidazioni già fornite dal Comune, oggi la Corte avvisa che potrebbe adottare il 23 giugno una pronuncia specifica sulle gravi irregolarità constatate. Un semplice rimbrotto in un' ottica collaborativa? Non direi. Se la Corte confermasse l'ipotesi di pronuncia specifica, essa rappresenterebbe, innanzitutto, la constatazione formale di gravi irregolarità riscontrate e, in secondo luogo, un richiamo al consiglio ad adottare i provvedimenti correttivi necessari. La legge prescrive, inoltre, che la Corte vigili sull'adozione di tali misure. La questione investe, dunque, in pieno la responsabilità del consiglio e in modo particolare dei consiglieri di maggioranza. È ragionevole, pertanto, anzi doveroso, parlarne in modo trasparente e serio, senza nasconderla sotto il tappeto. La criticità più rilevante che viene contestata dalla Corte è il disavanzo di amministrazione registrato sia nel 2008 che nel 2009. E la Corte ancora non sa che per il 2010 si profila un disavanzo ancora maggiore! Il disavanzo di amministrazione dovrebbe essere assorbito, per legge, in tre anni al massimo. Nel caso di Viareggio registriamo, invece, un disavanzo crescente nell'ultimo triennio. Disavanzo che non è mai stato rilevato in sede di verifica degli equilibri al 30 settembre di ogni anno, nonostante gli avvisi lanciati dalle opposizioni. Pur considerando le obbiettive difficoltà finanziarie di partenza, la mancata vendita dell'area UMI1 nel 2008, nonostante una proposta di delibera sottoscritta da tre autorevoli dirigenti, e la scommessa giocata sulla "vendita" della Cittadella nel 2010 (operazione gestita in modo dilettantesco) hanno contribuito in misura determinante ai crescenti disavanzi. Il 15 dicembre 2010 la Corte dei Conti ha selezionato sette Comuni toscani, tra cui Viareggio, per sottoporli a verifica sulla sana gestione finanziaria in quanto risultati particolarmente critici in base al monitoraggio su preventivo 2010 e rendiconti 2008 e 2009. I termini di legge per l'approvazione di preventivo e consuntivo non vengono rispettati nel totale silenzio dell'amministrazione. È proprio sicuro Peralta che non ci sia nulla da dire? A me pare il contrario. Continuando a giocare a scaricabarile non si affrontano i problemi. Mi auguro che la giunta Lunardini abbia finalmente il coraggio di uscire dal fortino in cui si è rinchiusa.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
