Il Tirreno

Versilia

Polo Nautico diffida il Comune

Donatella Francesconi
<b>IL CONSORZIO.</b> Assemblea lavoratori-istituzioni; la sede di Polo Nautico; l&#146;area consortile; i locali dove dovr&agrave; essere realizzata la mensa
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IL CONSORZIO. Assemblea lavoratori-istituzioni; la sede di Polo Nautico; l’area consortile; i locali dove dovrà essere realizzata la mensa

Frazionamento, se ne discute ai primi di luglio con l'Agenzia del demanio

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 VIAREGGIO. Polo Nautico richiama gli uffici del demanio agli obblighi di legge e così l'estate della nautica si fa calda ed il 4 luglio si torna a discutere del frazionamento della concessione in uso all'azienda consortile nata dalla ceneri della Sec.  Dopo mesi di trattive con Comune e Provincia, le strade di Polo Nautico, sindacati, ed enti pubblici sembrano destinate a dividersi senza ritorno.  «Polo Nautico ha chiesto la convocazione delle conferenza dei servizi - spiega il diirgente dell'ufficio demanio, Angelo Bertolucci - che terremo il 4 luglio. Alla presenza di tutte le parti interessate, compresa l'Agenzia del demanio».  La richiesta di frazionamento dell'area è una sorta di "patata" bollente che passa di mano in mano. E sul tavolo dell'assessore Antonio Cima ci sarebbe una risposta arrivata da Roma che metterebbe la parola fine al "balletto" di competenze, indicando l'amministrazione comunale come ente deputato a decidere. Ed oggi Polo Nautico chiede proprio questo all'amministrazione Lunardini: che sia pronunciata la parola definitiva sulla domanda di frazionamento della concessione e, quindi, dell'area.  Nell'attesa di una decisione, l'azienda informa - tramite l'amministratore unico, Riccardo Cima - che per quanto riguarda i lavori per la mensa «sono già state ritirate le concessioni, pagati gli oneri a costruire, ed è stato dato incarico alla Quadrifoglio scavi per l'esecuzione dei lavori». L'affermazione trova la contestazione di Lamberto Pocai, segretario della Fiom Versilia: «Ormai sono settimane che sentiamo parlare dei lavori che dovrebbero iniziare ed invece è ancora tutto fermo...».  Il giudizio della Fiom sul passaggio previsto per il 4 luglio è nettamente negativo: «C'è una mancanza di serità, da parte dell'amministrazione comunale - sostiene Pocai -: l'impegno preso davanti ai lavoratori era quello di tenere le "bocce" ferme per i cinque mesi di tempo che la trattativa si era data per esaminare le proposte messe sul tavolo. L'amministrazione, nelle persone di assessore Cima e sindaco Lunardini - presenti all'assemblea con i lavoratori - avrebbe dovuto contattare l'azienda quanto prima. Ma questa convocazione aggrava decisamente la situazione sul piano della relazioni sindacali».  La conclusione cui arriva Pocai è netta: «A questa punto la proposta che avevamo avanzato (anche con la mediazione della Provincia, ndr) non è più praticabile».  A dire la verità, la situazione sembrava precipitata dopo l'ultimo incontro tra tutti i soggetti coinvolti: quello dal quale Riccardo Cima si era alzato lasciando il tavolo della trattativa e solo con molta fantasia si poteva davvero pensare che la vicenda avrebbe avuto un esito conciliante. Era seguita, poi, la nomina di Cima come amministratore unico da parte dell'assemblea dei soci di Polo Nautico. E l'annuncio di essere pronti a ricorrere alle vie legali per ottenere quel frazionamento che per altre vie sembrava non arrivare. Provincia e Comune, all'indomani delle elezioni provinciali, erano state determinate: ripresa delle trattative a patto che l'azienda ritirasse la scelta della strada legale.  Ma la risposta di Polo Nautico è stata chiara: convocazione, ai sensi degli obblighi di legge, della conferenza dei servizi per dare quella risposta rivendicata con forza. «Una richiesta - sottolinea il dirigente del settore demanio - alla quale gli uffici comunali non potevano sottrarsi...»

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