Il Tirreno

Versilia

IN PASSEGGIATA

Lo stabilimento si fa pubblicità

Stefania Garruto
Lo stabilimento si fa pubblicità

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VIAREGGIO. Viaggio tra bar e ristoranti dei bagni lungo la Passeggiata nel giorno in cui l'amministrazione comunale annuncia il giro di vite ed il richiamo alla legge in base alla quale queste strutture possono sfamare solo i clienti dello stabilimento balneare cui sono annesse.  Le voci dei gestori, dal Molo fino all'orologio, mettono in evidenza una divisione nella categoria: alcuni sono consapevoli del pericolo che corrono, altri sono ignari che l'esercizio illecito dell'attività da loro gestita potrebbe portare all'affissione dei sigilli o addirittura alla chiusura dell'attività stessa, con inevitabili ripercussioni anche per i concessionari. Irregolarità che si manifesta già solo con l'esposizione al di fuori degli stabilimenti - ed in questo caso sulla stessa Passeggiata - di locandine sponsorizzanti pranzi, cene, aperitivi, eventi vari.  La maggior parte degli operatori commerciali sembra consapevole di non essere in regola. Ma è chiaro che scelgono comunque di rischiare, visto che nessuno sembra aver chiesto il cambio di categoria commerciale.  E, allora, vai con la pubblicità "acchiappa" cliente: ogni esercente dà libero sfogo alla propria fantasia realizzando a mano locandine colorate e originali. Nuvole di carta su cui volano simpatici elefanti, o elaborati espositori in legno su cui sono dipinte note musicali e stelle sorridenti. Alcuni cercano di attirare l'attenzione con fotografie degli interni dei locali e rilassanti ritratti del litorale, altri ancora propongono divertenti e allettanti attività in riva al mare: dai freschi aperitivi ai giochi per bambini. Ai più piccoli i ristoratori dedicano ampio spazio, con menu i cui nomi vengono dai personaggi dei cartoni animati più in voga. I più "timidi" si limitano ad invitare la clientela offrendo le portate classiche. E c'è chi punta tutto sull'identità locale con i piatti "La mi' Viareggio" e "Ondina" o i piatti freddi "Coriandolo" e "Delafia", famosi simboli del Carnevale.  Il cronista che curiosa non passa inosservato. E prevale la voglia di sfogarsi: contro l'amministrazione comunale, accusata di troppa indifferenza verso il problema, ma anche verso i colleghi commercianti colpevoli di gelosie che farebbero male al turismo a differenza del modello adriatico che si fonda sulla collaborazione. Per invertire la rotta - spiegano al bagno "Milano" - basterebbe «un po' più di collaborazione tra gli stabilimenti, invece di guardarsi in cagnesco gli uni contro gli altri».

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