Finanza
In tribunale. Il vigile urbano Fulvio Del Pistoia è accusato di omicidio colposo e furto
A rischio il processo del lago
Luca Cinotti
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TRAGEDIA. Le ricerche dei corpi di Ciampi e PescagliniI difensori vogliono andare a Pisa, disposta una perizia
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VIAREGGIO. Era nell'aria già dalla scorsa udienza. E ora la possibilità si fa sempre più concreta: il processo per la tragedia del lago (due morti per il rovesciamento di un barchino) che vede come imputato il vigile urbano Fulvio Del Pistoia potrebbe essere spostato a Pisa.
Il nodo sarà sciolto dal giudice monocratico Gerardo Boragine il 13 luglio prossimo, quando verrà ascoltato il direttore del Parco (o un suo delegato), che avrà il compito di stabilire se le due bilance dalle quali furono sottratti gli oggetti poi ritrovati nel lago sono in territorio massarosese o ricadono nel comune di Vecchiano. Il conferimento dell'incarico da parte del giudice si è reso necessario dopo che la difesa di Del Pistoia (sostenuta dagli avvocati Enrico Marzaduri e Giorgio Paolini) ha sollevato un'eccezione di incompetenza territoriale. La scorsa udienza, infatti, il pubblico ministero Elena Leone aveva riqualificato uno dei capi di imputazione da ricettazione a furto (l'altro è duplice omicidio colposo): in sostanza Del Pistoia, insieme a Dino Ciampi e Luigi Pescaglini, quella notte del giugno 2005 sarebbe stato sul lago per rubare. Dal punto di vista tecnico, questo provoca però un possibile cambiamento nella competenza territoriale: il reato contestato, infatti, è di furto pluriaggravato. Il che lo rende il capo di imputazione principale, che "attrae" anche quello di omicidio colposo. Ora - ragiona la difesa -, il furto si è consumato in territorio vecchianese e quindi la competenza (che segue il reato principale) è della procura e del tribunale di Pisa. Un'eccezione che i difensori di Del Pistoia avevano già presentato, ma che il giudice aveva respinto con un'ordinanza. Marzaduri e Paolini, però, sono tornati alla carica, presentando nuova documentazione (mappe e fotografie dall'alto). A questo punto il giudice ha deciso di avere un parere da un tecnico del Parco, rinviando al 13 luglio. Quando, se rigetterà l'eccezione della difesa, si procederà alla discussione e alla sentenza. In caso contrario, gli atti saranno trasferiti alla procura della Repubblica di Pisa, dove sarà instaurato il nuovo processo. I tempi, dunque, si allungheranno, anche se la prescrizione non è dietro l'angolo: per il furto pluriaggravato, infatti, i tempi sono di 12 anni e mezzo, arrivando così al 2017-2018. A meno che, in sentenza, il giudice pisano non faccia cadere le aggravanti: in quel caso il tempo per la prescrizione si accorcerebbe notevolmente.
Il nodo sarà sciolto dal giudice monocratico Gerardo Boragine il 13 luglio prossimo, quando verrà ascoltato il direttore del Parco (o un suo delegato), che avrà il compito di stabilire se le due bilance dalle quali furono sottratti gli oggetti poi ritrovati nel lago sono in territorio massarosese o ricadono nel comune di Vecchiano. Il conferimento dell'incarico da parte del giudice si è reso necessario dopo che la difesa di Del Pistoia (sostenuta dagli avvocati Enrico Marzaduri e Giorgio Paolini) ha sollevato un'eccezione di incompetenza territoriale. La scorsa udienza, infatti, il pubblico ministero Elena Leone aveva riqualificato uno dei capi di imputazione da ricettazione a furto (l'altro è duplice omicidio colposo): in sostanza Del Pistoia, insieme a Dino Ciampi e Luigi Pescaglini, quella notte del giugno 2005 sarebbe stato sul lago per rubare. Dal punto di vista tecnico, questo provoca però un possibile cambiamento nella competenza territoriale: il reato contestato, infatti, è di furto pluriaggravato. Il che lo rende il capo di imputazione principale, che "attrae" anche quello di omicidio colposo. Ora - ragiona la difesa -, il furto si è consumato in territorio vecchianese e quindi la competenza (che segue il reato principale) è della procura e del tribunale di Pisa. Un'eccezione che i difensori di Del Pistoia avevano già presentato, ma che il giudice aveva respinto con un'ordinanza. Marzaduri e Paolini, però, sono tornati alla carica, presentando nuova documentazione (mappe e fotografie dall'alto). A questo punto il giudice ha deciso di avere un parere da un tecnico del Parco, rinviando al 13 luglio. Quando, se rigetterà l'eccezione della difesa, si procederà alla discussione e alla sentenza. In caso contrario, gli atti saranno trasferiti alla procura della Repubblica di Pisa, dove sarà instaurato il nuovo processo. I tempi, dunque, si allungheranno, anche se la prescrizione non è dietro l'angolo: per il furto pluriaggravato, infatti, i tempi sono di 12 anni e mezzo, arrivando così al 2017-2018. A meno che, in sentenza, il giudice pisano non faccia cadere le aggravanti: in quel caso il tempo per la prescrizione si accorcerebbe notevolmente.
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