Lutto
Una condanna per la Festa dell'amicizia
Un anno e sei mesi a Listori. Assolto il commissario toscano
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VIAREGGIO. Una condanna e un'assoluzione per la vicenda della festa dell'Amicizia dell'estate 2007. Quella, per intenderci, finita con la "comparsata" di Fabrizio Corona. Il giudice, infatti, ha inflitto un anno e mezzo di reclusione a Carlo Listori, mentre ha assolto con formula piena l'altro imputato, Mauro Munari. L'imputazione formulata dalla Procura di Lucca era di truffa e ricettazione. Secondo l'accusa, infatti, Listori prelevò dei generi alimentari dalla Coalve, dicendo che avrebbe pagato con i primi incassi. Dopo qualche giorno presentò un assegno (firmato da altri) cper 3.448 euro che risultò scoperto. Stessa trafila per un un'altro titolo, stavolta di 4mila euro. Listori aveva spiegato ai dirigenti della Coalve che era stato incaricato di organizzare la festa (che poi fu un sonoro flop) al Casale dei Pioppi dai vertici di una delle tante Dc nate dalla deflagrazione della Balena Bianca. Così era entrato nell'inchiesta anche Munari, friulano, all'epoca commissario del partito della Toscana. Tuttavia era emerso abbastanza chiaramente fin dal dibattimento che Munari aveva nulla a che vedere con quanto accaduto in Versilia. Come lui stesso ha spiegato al giudice, infatti, il suo compito era solo di organizzazione politica (a partire da contattare i vari ospiti): niente, insomma, sul versante amministrativo, niente che avesse a vedere con i soldi. Una versione che, alla fine, è stata accettata.
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