La protesta
«Un'odissea di 5 anni per costruire la nostra casa»
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PANORAMA. Querceta vista dall’alto2 MINUTI DI LETTURA
QUERCETA. Il sogno di una vita, per Elisabetta e la sua famiglia, sta tutto in poco più di 100 metri quadri: quelli della casa che, insieme al marito, vuole costruire in un terreno alle spalle della casa dei genitori. E che, dopo anni di pratiche, arrabbiature, soldi e tempo spesi fra professionisti e progettisti, è ancora solo sulla carta. Al punto che lei ora manda un appello-sfogo indirizzato direttamente al sindaco Ettore Neri. Nella lettera Elisabetta Giannini ricostruisce la vicenda. Che parte nel 2006 quando, insieme al marito, presenta un'osservazione all'allora nascente regolamento urbanistico chiedendo di destinare a uso abitativo un terreno di 1.000 mq che, in due "tranche" successive, era stato acquisito dai genitori. «Nel 2009 - ricorda la signora Giannini - l'osservazione venne accolta». A quel punto inizia il vero calvario. La perequazione, infatti, prevede che 400 mq vengano "girati al Comune": «Lì avrebbero dovuto costruire un parcheggio pubblico, a spese loro. Mentre - spiega Giannini - la progettazione l'abbiamo dovuta presentare noi». Anzi, di progetti ne vengono depositati due, perché il primo viene bocciato. Non che si capisca più di tanto a cosa serva un parcheggio in una zona dove non ci sono negozi e dove ogni abitazione ha il suo pezzetto di terra. Forse anche il Comune ha un ripensamento, se è vero che a fine anno scorso con una lettera informa la famiglia di non essere più interessato, perché la zona è di "scarso interesse pubblico": «Per questo - dice la signora Giannini - ci vengono chiesti 48mila euro in cambio del nostro terreno». Offerta assai poco allettante, che viene rifiutata: come prevede la legge, lì il Comune dovrà comunque costruire un parcheggio, anche se sostanzialmente inutile. Elisabetta e il marito arrivano dunque a presentare il progetto. Anche qui, però, il primo colpo va a vuoto, visto che non possono costruiire i 107 mq e spiccioli su un solo piano, ma dovranno fare un'abitazione a due livelli. Risultato: ancora carte da preparare, ancora soldi da spendere per i professionisti. Che si vanno poi ad aggiungere, chiosa Elisabetta, «ai mille euro l'anno che dobbiamo sborsare di Ici. Mille euro per mille metri quadri, dei quali però solo 600 sono effettivamente costruibili. Nel frattempo noi due, giovani operai, aspettiamo da cinque anni di fare questa casa. Dopo tutte queste spese inutili, oltre agli oneri di costruzione, perizie tecniche, ecc., quanti soldi rimangono secondo lei, signor sindaco, a due operai per costruire la loro casa? Non ci lamentiamo poi - conclude Giannini - se tanti abitanti si spostano sempre più verso l'interno: come fanno a sostenere spese di questo tipo?».
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