Sicurezza
Monito ai politici: «Ricordino che dalla bellezza arriva la preferenza dei turisti»
«La mia Viareggio decaduta»
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CULTURA E IMPEGNO. Adolfo LippiL'affondo di Adolfo Lippi: da 10 anni la città è trascurata
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VIAREGGIO. «Può a Viareggio tornare il bello?». È la domanda che si pone Adolgo Lippi, che collega strettamente il problema estetico a quello turistico: «Viareggio, città turistica, deve le sue fortune, antiche e presenti, proprio a ciò che offre di bellezza e d'accoglienza. L'estetica, dunque, è una componente del giudizio che la fa scegliere e preferire tra tante altre località balneari. Ebbene a me sembra che da almeno un decennio, Viareggio mostri un aspetto trascurato, un volto decaduto». Lippi spiega che «potremmo corredare il discorso con decine di fotografie. Vi sono prove evidenti della trascuratezza e dell'abbandono. Voglio citare: gli ingressi in città sia dal Marco Polo sia da Montramito; le pinete, una completamente devastata, l'altra, a ponente, divenuta una rivendita di stracci, formaggi, salumi e biciclette; la famosa Passeggiata dove le aiuole sono secche, le palme morenti, i pitosfori ammalati; la zona del vialone eternamente baraccata e corrosa nel paesaggio naturale; le strade e i marciapiedi a macchie, tra mattonelle sconnesse e cemento forato; le piazze, D'Azeglio, Shelley, Brin, Puccini, colpevolmente diroccate; le tante concessioni date a chi si fa verande, altane coperte; l'invasione della plastica per i caffè e i ristoranti dei viali a mare». E a chi dice che "non vi sono soldi" o "la colpa è di quelli di prima", Lippi risponde così: «Un indirizzo estetico che punti all'armonia ed all'eleganza, così coma la cultura, rendono, eccome. I nostri nonni, e bisnonni, avevano disegnato una Viareggio meravigliosa. Perché abbandonare il criterio estetico? Perché far vincere la trascuratezza, l'arroganza del brutto. Perché ognuno, a Viareggio, fa ciò che vuole e spreca il bene pubblico per piccoli privati vantaggi? Si può ancora sperare in un ravvedimento».
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