Attenzione
E' a rischio il weekend al mare
Luca Basile
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La desolante immagine del lavarone accumulato in 10 montagnole sulla spiaggia di Marina di Pietrasanta Potrebbero non bastare 4 giorni per portare via il lavarone dalla spiaggia
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PIETRASANTA. Serviranno da un minimo di 5 ad un massimo di 10 giorni, per liberare la spiaggia dalla montagna di lavarone, oltre 1.000 tonnellate, accumulatasi negli ultimi giorni dalle parti di Tonfano. L'assessore all'ambiente Italo Viti, nella mattinata di ieri, ha incontrato il presidente dell'Associazione balneari Francesco Belli; l'idea è quella di recuperare, sul mercato, un mezzo cingolato, demandato alla vagliatura del lavarone direttamente su spiaggia. «In questo modo risparmieremmo soldi, tempo e si riuscirebbe a conferire in discarica soltanto la parte oggetto di rifiuto. Una soluzione, che ci permetterebbe di rimuovere le 10 montagne di lavarone, cominciando nella giornata di domani, entro quattro, cinque giorni. In caso contrario, non resterà che affidarci ad Ersu ed alla procedura convenzionale, che prevede il ricorso a non più di 10 cassoni al giorno - 100 tonnellate - In questo modo serviranno appunto almeno 10 giorni per ripulire la battigia» - spiega Viti. Nel frattempo, deflagra la polemica fra un gruppo di balneari ed il Comune. «Il lavarone non è un imprevisto - dicono alcuni concessionari di bagni - visto che è una costante del nostro litorale da anni. E come tale, va affrontata con apposito stanziamento in bilancio. In passato, di fronte alle emergenze, le varie giunte Nicolai, Giovannini e Mallegni, intervenivano prontamente, ripulendo la spiaggia. Oggi, i nuovi amministratori ci dicono che non ci sono soldi, che il sabato e nel fine-settimana i mezzi non si muovono, che c'è da ascoltare vari pareri, che c'è ancora una tempistica. Vallo a spiegare ai tuoi clienti giustamente di una tale situazione. Noi imprudenti a raccogliere il lavarone e a creare i cumuli di materiale? Ma se lo abbiamo fatto per rendere meno problematico l'accesso in mare e meno indecente una situazione di vera emergenza. Che tale, visto la mancanza di interventi, resta». Duro, in replica, il sindaco Domenico Lombardi. «È venuto meno il rispetto di un preciso accordo fra Comune e balneari; non si raccoglie il lavarone, quando la mareggiata è ancora in atto e, soprattutto, quando non sono state avviate le procedure per portarlo in discarica. Alcuni concessionari si sono comportati in modo incomprensibile ed inaccettabile, così facendo. In bilancio abbiamo previsto 200 mila euro per lo smaltimento, ma è denaro che con scelte sbagliate, come quelle adottate dai balneari, si fa presto a spendere. Domani incontrerò il Comandante della Capitaneria di Porto; ovviamente, ci stiamo già muovendo per tutelare il nostro turismo e chi lavora, anche se il rischio di un massacro finanziario è concreto. Di certo, alla base del disagio attuale, c'è un comportamento sbagliato da parte di una decina di balneari, come giustamente fatto notare dal presidente di categoria. Detto questo, è chiaro che della problematica lavarone interesseremo anche Provincia e Regione; non è una questione locale». Nel frattempo, sempre il lavarone, a Tonfano, ha invaso alcune decine di metri del fronte mare, rendendo la situazione ancora più complicata.
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